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Scoppio di Santa Barbara, 1969. La madre dell'Earth Day

Friday, January 27, 2012

Chiodi: il governatore meno amato d'Italia



Secondo i sondaggi del Sole 24 Gianni Chiodi e' il governatore meno gradito di tutta Italia. In realta' gode di questo onore assieme al suo collega sardo Ugo Cappellacci, se proprio vogliamo essere precisi e se e' vero che mal comune e' mezzo gaudio.

Interessante che qualche settimana fa invece la stampa d'Abruzzo riportava che Chiodi spendera' 50 mila euro per curare la sua "comunicazione".

Ma.. comunicazione di che? Del vuoto del suo governo? E chi la paga questa "comunicazione"? Di chi sono quei soldi? Pubblici o privati?

Diceva Chiodi che vuole promuovere "le buone notizie" che vengono dalla regione e che la Facoltà di Scienze della Comunicazione creera' un “Progetto di comunicazione e informazione ai cittadini abruzzesi”.

Ma fa ridere, anche il titolo sa di indottrinamento e propaganda sovietica!

Ad ogni modo, peggio di ultimo e' difficile. Speriamo che il prossimo anno questo investimento gli valga almeno il peunultimo posto presso la classifica del Sole 24 ore!

Non so perche' nessuno ami questo Chiodi, ma posso dire perche' non piace a me: non ha coraggio.

Promette ma non fa. Non gliene importa niente. Parla ma non agisce. E anzi, adesso neanche piu' parla. Chiama gli esperti della comunicazione a parlare per lui!

Se vuole fare qualcosa di buono, invece si sprecare 50,000 euro a vanvera, puo' iniziare a fare cose concrete e coraggiose, anche piccole. E vedra' che tutti gli vorranno bene.

Un esempio? Nella foto in alto le sue vuote parole di qualche mese fa: Contrasterermo ogni forma di trivellazioni in Abruzzo.

Ah si? E come?

Non ha niente da dire sulle trivelle neanche a Teramo, la sua citta', non ha partecipato a nessun evento anti-petrolifero, non ha voluto ne informare la sua gente, ne informare se stesso. Non ha sprecato una parola che sia una in supporto della gente, della riserva del Borsacchio, dei movimenti anti petroliferi.

Dal punto di vista piu' formale, non ha mai mandato un documento che sia uno ai ministeri romani contro le trivelle: ne per Elsa della Petroceltic, ne per Ombrina Mare: sebbene l'avesse anche mezzo promesso. Infatti dagli atti risulta che "sebbene ripetutamente sollecitata la regione Abruzzo non ha mandato pareri". Ponzio Pilato ci faceva piu' bella figura.

Ne lui ne il suo braccio destro Antonio Sorgi, riescono a prendere decisioni sul lago di Bomba, nonstante tutto l'Abruzzo si sia espresso contro questa raffineria sotto una diga a rischio a Vajont. Cosa aspettano? No, non ce ne andiamo mica caro Chiodi.

Gianni Chiodi non sa rapprensentare i nostri diritti a Roma. Non lo sa fare, non gli interessa, e' troppo molle, ha troppa paura.

La cigliegina sulla torta e' la legge regionale "anti trivelle", che serve solo come fumo negli occhi: dico gas invece che petrolio, cosi' posso fare lo stesso quello che voglio. E infatti si vede, le concessioni fioccano nonostante il suo "contrasto" e le sue leggi.

Visto come lo fanno in Veneto? Interdendo trivellazioni petrolifere e di gas.

"Contrasteremo ogni forma di trivellazione": si, intanto la Medoilgas si porta avanti e chiede di trivellare in un parco regionale fra i vigneti, vicino alla riva e a due passi da casa sua.

Vogliamo parlare dei numeri tirati fuori dal cappello in quella stessa intervista, del 51% di energia rinnovabile entro il 2015? La promessa era del 2010. Siamo al 2012, a un terzo di tempo dall'obiettivo. Che piano abbiamo per raggiungerlo? A che quota siamo adesso?
Ma lo sa anche lui che erano solo parole vuote.

Evviva Gianni Chiodi, evviva Antonio Sorgi. Ma non andranno lontani, e lo sanno anche loro. Alal fine sono 2 contro migliaia. Dobbiamo solo portare pazienza e continuare a rompere le scatole.

Tuesday, January 24, 2012

Altre ispezioni sismiche: Sicilia, Marche











In questi giorni si e' parlato molto della manifestazioni a Monopoli: e' stato bello leggere di 10,000 persone scese in piazza a protestare le trivelle nei mari italiani. E' stato anche bello leggere della vittoria in Sicilia per lo stop alle trivelle Audax nei mari del Canale di Sicilia, a nord di Pantelleria - la famosa d364 su cui facemmo osservazioni anche da questo blog.

La stampa ha ripetuto che era la prima volta che il Ministero fermava le trivelle a causa di pericoli ambientali, ma in realta' e' stato cosi' gia' prima della Audax, con Ombrina Mare, a Rocca San Giovanni, che gli uffici VIA della Prestigiacomo bocciarono per gli stessi timori ambientali con grande sollievo per la gente d'Abruzzo.

Innanzitutto un enorme grazie a tutti quelli che hanno scritto testi pur non essendo Siciliani, e' bello che ciascuno sia solidale con l'altro, visto che ci siamo dentri tutti assieme a questa storia.

Pericolo scampato allora? Mica tanto!

Infatti mentre qui si discute su liberalizzazioni o meno, e' la famosa Northern Petroleum a portarsi avanti questa volta con due concessioni: la d29 GR NP e la d30 GR NP, nelle acque del canale di Sicilia. Sono apparsi avvisi sul Quotidiano di Sicilia e sulla Repubblica degli inizi di Dicembre per richieste per "la prima fase" del programma di lavoro in aree di 150 e 330 chilometri quadrati, rispettivamente, a circa 19 chilometri dalla riva nei pressi di Porto Empedocle, Sciacca e Agrigento.

Sono a 10 miglia, e dicono con un po' di bravado che la loro area cade fuori da aree marine protette, a riprova del fatto che questa legge Prestigiacomo e' del tutto insufficente - altro che eliminarla!

Dicono che vogliono fare "solo" ispezioni sismiche, che il tutto durera' per una settimana, che vogliono acquisire nel complesso 350 km di linee sismiche e che tutto avra' conseguenze trascurabili sull'ambiente.

Si, e se non che questo e' solo l'inizio dell'iter trivellante che porta dritti dritti al buco!

Purtroppo sono via e non ho tempo materiale per fare niente di piu' che dirlo a tutti e conservare i file per chi volesse fare le osservazioni. Scade il 5 Febbraio. E' tutto nei link di cui sopra.

Il ministero tira tutto via il giorno in cui scade il limite per le osservazioni, per cui ho scaricato tutti i testi.

E' un lavoro ingrato fare osservazioni, e lo e' ancora di piu' supplicare la gente a mandarle - lo so - ma e' l'unico strumento legale che ha la gente normale per fare sentire la sua voce, oltre ovviamente la pressione sui politici e il martellamento continuo.

Stessa storia per la regione Marche: rilievi sismici per 500km davanti alla costa di Porto Sant'Elpidio, con effetti "trascurabili" anche se stanno a 27 km da una riserva naturale detta di Litorale di Porto D'Ascoli. Anche qui, sono appena al di fuori del limite delle 12 miglia, e quindi tuttapposto. La Apennine Energy e' una ditta semiscononosciuta dal capitale sociale microscopico che gia voleva trivellare nel mare Ionio di Basilciata.

Infine, l'ENI con la concessione "Bonaccia", che gia; esiste e che ora vogliono ampliare. La concessione ha gia' circa otto perforazioni attive di gas, e il tutto e' collegato alla raffineria di Falconara. Della serie: il buco ha sempre bisogno di infrastruttura a terra!

Saturday, January 21, 2012

Il giorno dopo


Sono tornata a casa, e non ho fatto a tempo a partire e ad arrivare che gia' si parlava di liberalizzazioni delle trivelle, di ritiro annunciato - ma forse che c'e' il barbatrucco - oltre che della manifestazione di oggi Sabato 21 Gennaio a Monopoli, di altri scoppi di petrolio ENI, del petrolio al largo della Costa Concordia, dell'oleodotto Keystone per ora bocciato da Obama, e del diniego del pozzo della Audax al largo di Pantelleria.

Avrei tante cose da raccontare, tante impressioni, incontri: dibattere con un nuovo ENI-man a Muro Leccese - sweet revenge - incontrare le mamme di Viggiano, ricevere i premi a Pescara e a Palermo, ma non c'e' tempo per tutto. Occorrerebbe un post per ciascuna di queste cose.

L'audizione al Senato: e' andata bene.

Inizia tutto puntuale alle 2 del pomeriggio - ero un po' preoccupata ed avevo speso moltissimo tempo prima per condensare tutto nei pochi minuti che avevo, perche' volevo essere rispettosa del tempo altrui. Ma poi, una volta iniziato, la paura e' passata ed e' andata come sempre.

Con me c'era il mio amico Hermes Pittelli, giornalista e scrittore di Roma, che sono sicura sapra' fare un resoconto piu' obiettivo e distaccato.

Ai senatori in aula gli ho fatto vedere le mappe di tutte le regioni in dettaglio - Venezia, l'Abruzzo, la Sicilia, le isole Tremiti, il Salento, la Basilicata - ed ho evitato di parlare di royalties per non passare il messaggio che aumentando un po gli spiccioli che ci danno, si puo' fare tutto.

Il mio discorso e' durato circa 25 minuti ed e' stato piu' o meno una versione ridotta di quello che dico sempre. Alla fine ho detto loro che secondo me - ma anche secondo il buonsenso! - sarebbe opportuno sveltire l'istituzione dell'area marina protetta a Pantelleria e del Parco della Costa Teatina per l'Abruzzo, per dare cuscinetti in piu', ma che meglio sarebbe interdire tutti i mari nazionali alle trivelle.

E poi gli ho detto che siccome l'Italia e' il paese piu' ricco e piu' avanzato di quelli che si affacciano sull'Adriatico sarebbe opportuno che fosse il nostro paese a farsi promotore di una azione congiunta per chiudere Adriatico, e per quanto possibile il Mediterraneo, alle trivellazioni.

Infine gli ho fatto vedere un po di slide sulla Basilicata, come esempio di societa' ed ambiente post-trivelle, dicendo loro che non e' giusto chiedere ancora il raddoppio della produzione e con essa il raddoppio dell'inquinamento, malattie ed emigrazione.

I senatori sono rimasti molto sorpresi da un paio di cose: il limite made in the USA delle 100 miglia, l'annuncio delle ditte petrolifere sulla stampa di California che le operazioni petrolifere fanno venire il cancro, e soprattutto sulla mappa della Florida chiusa alle trivelle.

Mi hanno chiesto se e' vietato trivellare laggiu' perche' il petrolio non c'e'. Gli ho detto invece che secondo le stime in quei mari c'e' molto piu' petrolio che in tutte le riserve d'Italia messe insieme: dopo tutto sono attaccati al Golfo del Messico, dove ci sono 3000 trivelle attive.

I trivellanti ci provano spesso a bucare l'area, ma ogni volta opinione pubblica e politici dicono "no grazie, inquina troppo - anche a regime e senza scoppi - e preferiamo tenerci il mare pulito".

E quindi gli ho detto che il limite italiano, delle 5 miglia che diventano 12 in caso di riserve, e' un passo in avanti, rispetto al vuoto legislativo pre 2010, ma che dovrebbe essere ampliato. Della serie: ci piace copiare tutto dagli Americani, fuori che le cose saggie e la protezione ambientale.

Gli ho anche detto che sarebbe opportuno una moratoria in Basilicata, dove ENI e Total hanno distrutto ogni cosa che hanno toccato.

Mentre ero li ha telefonato Assomineraria che volevano una audizione pure loro!

Mi veniva un po da ridere. Guarda tu se Assomineraria deve essere gelosa di me!

Dalle bacheche del Senato si vedeva che la senatrice Simona Vicari, pro-trivelle, aveva promosso una discussione per regolamentare le royalties, di li a poco della mia audizione. Non so cosa sia successo. Nel programma royalties c'era anche l'intervento della senatrice ricopiona, Adriana Poli Bortone, assente invece dal mio intervento.

Si vede che vado bene per essere ricopiata, non per essere ascoltata!

In complesso, sono stati tutti molto gentili con me, attenti e genuinamente interessati, specie il Senatore D'Ali che ha organizzato il tutto e anche il Senatore Tommaselli della Puglia con cui ho coversato a lungo dopo l'intervento.

Dall'Abruzzo, nessuno.

Alcuni mi chiedono se questa audizione e' servita al ritiro del decreto liberalizzazione delle trivelle. Ovviamente non lo so cosa sia successo dopo che sono andata via, e non posso dire con certezza che ruolo io abbia avuto. Certo e' che non potevo capitare in Senato in data migliore, visto che il decreto era in discussione proprio in quei giorni. Da diverse fonti mi dicono che le cose che ho detto siano state abbastanza utile e che il Senatore D'Ali' e' stato poi molto combattivo:

"ti dico con molto piacere che ritengo personalmente che il tuo intervento in Senato sia
stato determinante per quanto poi avvenuto, vale a dire la cancellazione proprio ieri nella riunione del Consiglio dei Ministri dal decreto sulle "liberalizzazioni" delle norme "libera-trivelle" che erano state inserite nella bozza in discussione. Ti dico ciò in quanto proprio XXX mi aveva ieri mattina telefonato per dirmi che, dopo gli allarmi creati dalle anticipazioni di stampa su dette norme, aveva contattato il sen. D'Alì in proposito, che l'aveva tranquillizzata dicendo che si sarebbe opposto ad esse in ogni modo... E, il consiglio dei Ministri, dopo ben otto ore di discussioni (su questo e su altri punti, naturalmente...),ieri sera alla fine le ha cancellate.

So anche che l'email di Corrado Clini e' stato bombardato da varie persone d'Abruzzo che gli hanno scritto contro questa liberalizzazione - in primis Assunta e Pasquale, e ovviamente avranno saputo della manifestazione di Monopoli.

Per cui credo che tutto insieme - il mio intervento, la rabbia della gente, la protesta pugliese - abbiano contribuito a questo apparente pericolo scampato.

Dico pericolo scampato perche' sono arrivati altri testi sul senatore Angelo Bonelli dei Verdi che dice che in realta' non e' vero che la liberalizzazione sia saltata, ma in sincerita' sono troppo stanca per indagare meglio...

Sensazioni personali?

1. Al Senato si trattano bene - e' tutto splendido. Sarebbe bello che anche le scuole italiane fossero cosi' curate!

2. Un pizzico di tristezza nel pensare che quei galantuomini che governano l'Abruzzo non abbiano potuto fare niente di niente per la nostra regione e che tutto questo sia partito dalla Sicilia e non dai senatori d'Abruzzo ai quali continuo a sciorinare tutte queste cose da anni. In Puglia hanno fatto le manifestazioni con Vendola e con il capo dell'opposizione assieme, in Abruzzo Chiodi e Sorgi giocano invece a nascondino.

3. C'e' molto molto da fare ancora...

Domani parto per lavoro per Calgary, la capitale delle Tar Sands... vediamo!

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Note:

Qui un ANSA sull'incontro scritto da Simone Bagnacani

Petrolio: D'Orsogna, moratoria su estrazioni italiane
PORTANO INQUINAMENTO, SUBSIDENZA E RISCHIO SISMICO
(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Una moratoria per ogni tipo di trivellazione, onshore e offshore. E' questa la proposta che Maria Rita D'Orsogna, professoressa di matematica alla California State University in prima linea sulle questioni ambientali, ha portato in un'audizione sulla ricerca di idrocarburi davanti alle Commissioni industria e ambiente del Senato.

''Le perforazioni - ha spiegato ai senatori - implicano un grande uso di sostanze tossiche che
vengono spesso smaltite in modo illegale e finiscono in mare o nelle falde acquifere. Un paese che ha investito sul paesaggio e sui prodotti alimentari tipici non puo' diventare un distretto minerario. Bisogna inoltre considerare che siamo un territorio sismico e ogni intervento nel sottosuolo puo' portare a squilibri potenzialmente negativi''.

''Un esempio esplicativo - ha aggiunto D'Orsogna - e' quello della Basilicata che dopo 20 di
estrazioni e' ancora, secondo i dati Istat, la regione piu' povera d'Italia ma in compenso ha
grandi problemi ambientali'' La professoressa ha poi sollevato il problema della subsidenza, quando lo svuotamento dei giacimenti porta a cedimenti del suolo: ''Estrarre nell'Adriatico settentrionale porta seri rischi di sprofondamento del terreno, per il ruolo che ha l'Italia dovrebbe cercare un accordo anche con i paesi dell'altra sponda perche' un incidente avrebbe conseguenze pesanti da entrambe le parti''.

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Da Maria Luisa D'ippolito dal FAI di Foggia sulle leggi:

Legge vecchia: DLgs 152 /2006 art.6 comma 17. I periodo

Ai fini di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, all'interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonchè di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9.

Legge nuova: Decreto liberalizzazioni- Sole 24

art.17 Ai fini della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, da svolgersi all'interno delle, acque delimitate dal perimetro delle aree protette individuate con decreto del ministero del l'Ambiente e della tutela del territorio e del Mare da emanarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. L'elenco vieno aggiornato con cadenza annuale; nel caso di istituzione di nuova area protetta restano efficaci i titoli abilitativi già rilasciati.

Monday, January 16, 2012

Audizione presso la Commissione Ambiente e Industria del Senato



... mi tremano gia' le gambe - 18 Gennaio ore 14:00 pm.

Non so ovviamente come sara' questa audizione, e non so cosa aspettarmi, ma cerchero' di fare il meglio che posso. Sento molto la responsabilita' di parlare un po' a nome di tutti quelli con cui abbiamo lavorato negli ultimi anni, da Pantelleria a Chioggia, dal Curone al Salento, dall'Abruzzo alla Basilicata.

Grazie di cuore ai senatori D'Ali e Cursi per questa opportunita' e speriamo di fare del nostro meglio.

Friday, January 13, 2012

Arcolaio D'Argento - grazie


** grazie a Geremia Mancini **


Gent.ma Prof.ssa Maria Rita D'Orsogna,


nel ringraziarLa per l'accettazione del nostro "Arcolaio d'Argento" della UGL, le confermo che la consegna del riconoscimento avverrà Sabato 14 gennaio ore 10 presso la nostra sede di Pescara in via Ravenna,10.

Il Premio "Arcolaio d'argento" nasce nel 2006 e vede assegnare il riconoscimento all'On. Filomena Delle Castelli (Eletta, insieme a sole 21 donne, all'Assemblea costituente italiana il 2 giugno 1946, è stata rieletta alla Camera dei deputati nel 1948 e poi nel 1953.). Nel 2007 l'arcolaio va all'On. Paola Pelino, all'On. Elena Marinucci e alla presentatrice televisiva Alda D'Eusanio. Successivamente negli anni saranno premiate altre importanti personalità.

In attesa di conoscerla personalmente la saluto con stima. A sabato.

Geremia Mancini, segretario confederale UGL

Tuesday, January 3, 2012

Ohio: terremoti e fracking










"Earthquakes were triggered by fluid injection shortly after the injection initiated — less than two weeks. Previously, we knew [of] unusual earthquakes around Youngstown, Ohio, only on March 17, around 80 days after injection began"

  Won-Young Kim, sismologo
 Columbia University's Lamont-Doherty Earth Observatory

Fracking speeds up climate change. It causes earthquakes, poisons air and water, kills animals, makes some people acutely sick in the short run and guarantees many thousands of premature deaths from lung disease, cancer,
and other health problems which will impact our children more than ourselves.

Iris Marie Bloom,
Protecting our Waters, PA




Il 31 dicembre un terremoto di grado 4 della scala Richter ha scosso la cittadina americana di Youngstown, in Ohio. Come gia' successo in decine e decine di altri casi, in Texas, West Virginia, Arkansas, Oklahoma, nel corso degli scorsi 2 o 3 anni il terremoto non e' naturale ma collegato all'attivita' di fracking.

Come gia' detto, il fracking e' una tecnica relativamente nuova con cui si sparano sostanze chimiche ad alta pressione nel sottosuolo, si causano microterremoti, si spezzetta la roccia, e questa fratturandosi, rilascia gas per la gioia e le tasche delle ditte petrolifere. Spesso non sanno cosa fare con i rifiuti prodotti dal fracking, e questi vengono bellamente reiniettati sottoterra, perturbando gli equilibri naturali e causando a volte terremoti.

Immediatamente dopo la scossa sismica del 31 dicembre, il primo gennaio 2012, le autorità dell' Ohio hanno fermato tutte le operazioni estrattive, in particolare di reiniezione di acqua di risulta nel sottosuolo in cinque pozzi. Secondo i dati ufficiali, in questi pozzi sospesi, da gennaio a settembre 2011 sono stati iniettati circa 350,000 barili di fluidi perforanti equivalenti a 56 millioni di litri di monnezza tossica e destabilizzante.

Questi "pozzi di reineizione" sono profondi circa 3 chilometri e vengono usati per seppellirci le abbondanti acque tossiche che viene prodotta durante le operazioni di fracking.

In tutto lo stato dell'Ohio sono circa 7 milioni di barili all'anno: 1 miliardo di litri di monnezza.

Il professor Won Young Kim, del dipartimento di Seismology Geology e Tectonophysics presso il Lamont-Doherty Earth Observatory at Columbia University, a New York afferma che e' evidente la connessione fra fracking e terremoto in questo caso.

Dice infatti che la profondita' del pozzo e' di 2 chilomentri, una profondita' inusuale per terremoti naturali, e che la zona di suo non e' sismica.

A partire da Marzo 2011 ci sono stati ben 10 terremoti in zona, di intensità minore al grado 4 Richeter ma tutti ascrivibili al fracking, secondo Kim. Similmente nel corso degli ultimi 2 anni ci sono stati 43 terremoti in Oklahoma collegati al fracking. Kim dice che se anche tutte le operazioni di fracking cessassero adesso ci vorrebbero circa 2 anni per fare riassestare il sottosuolo.

I residenti affermano che si e' sentito un forte boato in zona.

I petrolieri continuano a negare che esistano problemi.

Quelli di Youngstown chiedono una moratoria piu' duratura e piu' estesa.

Il portavoce del governatore dell'Ohio, il repubblicano John Kasich, invece dice

"We are not going to stand by and let someone drive a stake through the heart of what could be an economic revival in Eastern Ohio”.

Non resteremo a guardare a non lasceremo a nessuno di pugnalare quello che potrebbe essere la rinascita economica dell'Ohio occidentale.

Secondo lui il fracking e' la rinascita economica.
 
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Update: nell'Agosto del 2013 e' stato reso noto il verdetto: la causa dei terremoti e' stata la reiniezione di materiale di scarto dell'industria petrolifera nei pozzi di reiniezione.

Il testo dell'articolo e' qui.

I ricercatori aggiungono che ci sono stati altri 98 i terremoti indotti, di cui la maggior parte non percepibili dall'uomo.

Qui il rapporto di Scientific American.


Fonti: Reuters

 

Osservazioni Cipressi e Santa Venere


Purtroppo sono in giro per l'Italia, e non ho tempo di respirare. Ci sono da mandare testi per la concessione Santa Venere e per Cipressi, nel teramano e nel pescarese.

come sempre, mandare a me il testo riadattato con nomi e cognomi propri e poi lo faccio forwardare a chi di dovere.

Ma, Antonio Sorgi e Gianni Chiodi non avevano detto che non ci sarebbero state piu' trivellazioni in Abruzzo con la loro magica legge? E perche' siamo ancora qui?


"La nuova versione della legge, di recente varo, pone molti limiti all’attività estrattiva sul territorio, coprendone la gran parte. Molte aree sono ora del tutto off limits alle perforazioni, in tante altre queste attività saranno soggette a forti limitazioni; nella valutazione del merito varranno infine regole rigide di tutela di realtà peculiari e rilevanti, come ad esempio l’agricoltura di pregio. Questa legge, relativa solo all’estrazione di idrocarburi liquidi come il petrolio, sarà vincolante sull’intesa Regione-Ministero che deve essere raggiunta per permettere alle compagnie di avviare una attività estrattiva sul territorio abruzzese"

Quattro concessioni in un mese in riserve naturali, vicino a zone dove si fa Vino DOCG, vicino ala gente, vicino al mare: ma Antonio Sorgi sognava o era desto? O diceva tutte quelle cose solo per rabbonirci?