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Tedeschi campioni non solo di calcio

Tuesday, July 22, 2014

Obama e i petrolieri




o con politici che hanno espresso la propria contrarieta’.


Me lo ricordo ancora quando fu eletto, nel 2008. Eravamo tutti incollati alla TV: i reporter passavano da uno stato all'altro con la conta frenetica dei voti fino all'annuncio storico. Barack Obama - 44th President of the United States of America. Eravamo tutti felici di questo presidente, non solo perche' era il primo presidente non bianco o perche' sarebbe stato un cambio di rotta rispetto a George Bush, ma perche' tutta la sua campagna elettorale era stata incentrata sul "cambiamento", sul "yes we can", sull'America che puo' fare meglio, innovare, sognare.

E poi... piano piano e' tutto andato in fumo. Si certo, tante cose sono diventate realta' - Obamacare, la fine del don't ask don't tell fra le truppe per esempio.
Ma sull'ambiente, Obama, secondo me almeno, non ha mantenuto le promesse.

La sua amministrazione e' stata debole e tentennante su tutto cio' che riguarda i cambiamenti climatici, la fine della dipendenza di questa nazione dalle fonti fossili, la protezione dell'ambiente dai petrolieri. Tutto quello che e' stato fatto e' stato soltanto grazie all'incessante rompimento di scatole da parte di gruppi ambientalisti.
E cosi, Venerdi 18 Luglio 2014, il Dipartimento dell'Interno ha annunciato l'apertura dei mari dell'Atlantico, dal Delaware alla Florida alle ispezioni sismiche alla ricerca di petrolio e di gas. E' la stessa cosa che si vuol fare in Sardegna e in Adriatico e per cui combattiamo da un po di tempo anche in Italia.
Il motivo "ufficiale" di queste ispezioni sismiche e' per aggiornare i dati sulle riserve USA che sono vecchi di 40 anni. Ma e' evidente che qui nessuno e' nato ieri, e che e' forte il sospetto che invece le ispezioni sismiche siano un passo verso l'apertura alle trivelle in mare.

La decisione sulle ispezioni sismiche giunge improvvisa ed ha attirato ire da politici e attivisti allo stesso modo. I motivi per cui sarebbe bene evitare l'assalto al mare e' che le ispezioni sismiche danneggiano la vita marina, con possibili lesioni e spiaggiamenti di balene e delfini. E checche' ne dicano i petrolieri, qualsiasi persona di buonsenso capisce bene che le ispezioni sismiche sono l'anticamera dell'estrazione petrolifera e che portare su in superficie cio' che madre natura ha seppellito nelle viscere della terra per milioni di anni, comporta il rilascio di sostanze tossiche nel mare, nell'atmosfera, a danni alla pesca, al turismo. Allo stesso modo i rischi di incidenti - piccoli e grandi - sono sempre dietro l'angolo. Non ricorda Obama lo scoppio del Golfo del Messico e quei tre mesi in cui nessuno sapeva cosa fare per fermare galloni su galloni di petrolio?

E i cambiamenti climatici? Come puo' Obama parlare di volerli combattere e poi aprire i mari dell'Atlantico alle trivelle, e per di piu' su terre federali, facendo anche un regalo ai petrolieri?


Ma poi, perche' ha fatto questo Obama? Non era lui il presidente che avrebbe combattuto Big Oil? Negli anni prima del 2012, se uno si metteva gli occhiali del cinismo politico, si poteva un po capire un passo del genere. Alcuni stati che si affacciano sull'Atlantico sono a maggioranza repubblicana, sono conservatori e pro-petrolio, come ad esempio la Virginia. Promettergli di poter forse trivellare un giorno, avrebbe portato voti ad Obama che ne cercava per la rielezione. Concedere ispezioni sismiche in Atlantico avrebbe potuto farlo apparire meno "socialista" o “estremista”.

Ma adesso? Le elezioni sono passate, e Obama non ha niente da guadagnarci politicamente, visto che non potra' essere rieletto. Chi ci guadagna sono solo i petrolieri, che da tempo immemore sono sempre stati dalla parte dei repubblicani.

E poi, perche' lungo le coste Atlantiche si e in California no?

Beh, da come la vedo io, la risposta e' chiara: perche' qui i nostri mari sono sacrosanti e perche' l'opposizione all'offshore drilling e' quasi scritta nel DNA di ogni californiano. Le nostre senatrici - Diane Feinstein e Barbara Boxer (ce ne sono solo due per tutto lo stato) - l'hanno detto piu' volte che qui non ce le vogliamo le trivelle a mare, chiaro e tondo, e come loro tutti quelli che le hanno precedute.

E qui si apre una interessante osservazione. Forse Obama ha aperto i mari della East Coast alle trivelle perche' non ci sono state molte proteste nelle localita' interessate? Dopotutto della possibilita' delle indagini sismiche seisminei in Atlantico se ne parlava da tanto, ma non c'e' stata molta attenzione del pubblico.

Notare che la nazione e' invece in fermento con il mega Keystone XL Pipeline, che dovrebbe trasportare petrolio sintetico e bitume estratto dalle Tar Sands del Canada fino a Cushing, Oklahoma, dove sono le riserve strategiche USA e poi giu' a Houston, in Texas. L'enorme protesta popolare che va avanti da mesi ed anni ha visto decine di manifestazioni anche davanti alla Casa Bianca.

Pure l’arcivescovo Desmond Tutu ha detto no, dal lontano Sud Africa.

Il 18 Aprile 2014, l'amministrazione Obama ha rimandato a data da destinarsi la decisone finale sull'oleodotto, che ci sara' dopo le elezioni del 4 Novembre 2014. Paure politiche eh?

La "scusante" ufficiale del perche' Keystone XL non puo' essere ancora approvato e' che non e' ben chiaro se quest'opera contribuira' in modo significativo ai cambiamenti climatici o no. Nel primo caso, Obama ha detto che vietera' l'oleodotto. Perche' questo criterio non si applica all'airgun in mare o alle estrazioni in mare? E' del tutto logico porsi la stessa domanda, no?

Torno allora al punto di partenza: secondo me, Obama ha approvato queste ispezioni sismiche perche' non c'e' stata molta mobilitazione. E forse Obama l'ha fatto per qualche calcolo politico considerate le elezioni del prossimo Novembre, non per se stesso, ma per il partito democratico, cercando di attirarsi le simpatie repubblicane su un tema meno scottante che il fracking, o Keystone XL, o i mari Californiani.

Sono pero' fiduciosa. Questa folle decisione, senza capo ne coda, e' rimbalzata su tutti i siti e su tutti i notiziari e subito sono partiti gruppi di protesta e minaccie di ricorsi da politici e cittadini dal South Carolina al New Jersey, dalla Florida al Maryland. E potrebbe diventare un punto di inizio per un nuovo movimento anti-petrolio nel mare, come nei lontani anni '80.

L'allora Segretario dell'Interno, James Watt, sotto Ronald Reagan, aveva cercato di aprire terre federali nel mare alle trivelle. La reazione del pubblico e degli ambientalisti fu immediata, perche' immediato era il pericolo, e porto’ nel 1983 ad una moratoria contro le estrazioni in tutti gli stati della East Coast e della California. Oggi, il ritorno dello spettro delle ispezioni sismiche ha gia’ portato varie citta’ ad emanare ordinanze per vietare ispezioni sismiche nei loro mari.

Alla fine Obama e' e resta un politico, e come tutti, fa le cose solo se incalzato a farle. Sta a noi, cittadini di tutto il mondo - da Oristano a Myrtle Beach, nel 1983 o nel 2014 non fa differenza - decidere di usare questa benedetta democrazia al meglio e a fare sentire la nostra voce. I miei anni di attivismo mi insegnano una sola cosa: che ovunque si sia protestato in modo ordinato, informato e coerente, deciso e persistente, e *prima* dei misfatti al petrolio, e' la gente che vince, in ogni parte del pianeta.





Wednesday, July 16, 2014

Ri-affondiamo Ombrina Mare



Lo so, e' avvilente stare ancora qui dopo sei anni, ma questa e' la nazione che ci e' stata data e non possiamo fare altro che continuare.

Ecco qui i link per mandare osservazioni brevi e quelle ancora piu brevi contro la Medoilgas di Sergio Morandi e di Chicco Testa che vogliono trivellare i mari d'Abruzzo.  I testi si possono mandare da ogni parte d'Italia.

Le istruzioni sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali, se possibile. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Chiamare il file Ombrina2014_COGNOME.doc (con il proprio COGNOME) e se possibile farne copia in .pdf

3. Inviare il .pdf con raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della 
Tutela del Territorio e del Mare
Divisione II e Divisione IV
Attenzione: Concessione d30BC-MD Ombrina Mare Medioilgas
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

4. Invece che la raccomandata, se si ha la PEC (posta elettronica certificata) si puo' mandare il tutto a

dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it, 
segreteria.ministro@pec.minambiente.it,
aia@pec.minambiente.it
ris@pec.minambiente.it

dva@minambiente.it

Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

5. Se non vi e' possibile fare raccomandata e/o PEC, mandate pure a me che cerchero' di farla arrivare a destinazione, ma e' meglio che ciascuno la mandi indipendentemente da me, se si puo'.

6. Quale che sia il metodo di invio, mandare se possibile una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare la prima volta. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio tramite persone che mi aiutano, anche se sarebbe meglio che ciascuno mandasse i suoi testi indipendentemente.

6. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

7. La scadenza e' il 29 Luglio 2014. Abbiamo due settimane di tempo per lavorare.

Abbiamo gia' sconfitto Ombrina Mare, e abbiamo dalla nostra parte la forza dei numeri e dei 40,000 di Pescara. Notare che in tutti i deliri di Renzi e Prodi e della Guidi, l'Abruzzo o non viene citato oppure viene citato solo marginalmente, e questo perche' l'opnione pubblica e' dalla nostra parte e lo sanno anche loro.

Basta solo che continuiamo a far sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa.

Il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Le osservazioni si possono usare poi per eventuali ricorsi come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri.

Matteo Renzi e la vergogna vera

Matteo Renzi mostra di essere uguale a tutti gli altri - avanti con il vecchio, con una patina scintillante di nuovo sopra e senza lungimiranza, senza amore per questo paese. E' infatti di qualche giorno fa la sua infelice battuta (ma diceva sul serio!)

"È impossibile andare a parlare di energia e ambiente in Europa se nel frattempo non sfrutti l’energia e l’ambiente che hai in Sicilia e in Basilicata. Io mi vergogno di andare a parlare delle interconnessioni tra Francia e Spagna, dell’accordo Gazprom o diSouth Stream, quando potrei raddoppiare la percentuale del petrolio e del gas in Italia e dare lavoro a 40 mila persone e non lo si fa per paura delle reazioni di tre, quattro comitatini"

Vorrei dire tante cose, ma vengo quasi assalita dalla sensazione di parlare a gente' di mentalita' cosi piccola che mai potra' capire e guardare ai problemi in modo intelligente e completo - da un lato in grande e dall'altro calandosi nei particolari.

E allora inziamo dai particolari. Si e' mai chiesto il nostro amico Matteo Renzi perche' in Basilicata o in Sicilia ci sono "tre, quattro comitatini" opposti al petrolio? Beh, intanto e' irrispettoso parlare cosi di gente che l'ha anche votato, e che gli ha dato fiducia. E a prescindere dal numero e dalla qualita' dei membri di questi comitati, c'e' il fatto che per mettersi li a contrastare ENI, Shell, affaristi e lobbisti di ogni genere che hanno molto piu tempo e piu soldi di noi, ci vuole un sacco, ma proprio un sacco di energia, di dedizione, di sacrifici, di tempo sottratto alle proprie famiglie e ai propri interessi. Specie in Italia dove ciascuno pensa al suo orticello.

Uno non si mette a fare la guerra alle estrazioni di petrolio perche' non c'ha niente da fare. E questo vale per la Basilicata come per la Lombardia. Posso dirlo per esperienza pluriannuale che tutto questo e' stancante, porta a delle rinuncie anche importanti, e che ci vuole veramente pazienza ed coraggio e thick skin nel saper ricevere attacchi e insulti gratuiti ed andare avanti lo stesso. E se uno fa tutto questo e' perche' e' animato da un ideale grande, perche' ci crede davvero e perche' vuole lasciare alle generazioni future qualcosa di meglio di quello che e' stato dato a noi.

Per me la Basilicata sono quei due vecchietti che piangevano mentre mi raccontavano dei risparmi di una vita svaniti con i veleni del Centro Oli di Viggiano, e' l'allevatore di mucche che mi racconta dei suoi vitellini deformi o abortiti e che pochi giornalista d'inchiesta hanno avuto l'ardire di interpellare. La Basilicata per me e' la regione che nonostante tutte queste supposte royalties e questi 40,000 posti di lavoro, non riesce a frenare la piaga dell'emigrazione, della poverta', della disoccupazione. Per me la Basilicata sono quei venti anni di rifiuti petrolfieri gettati dalla Total fra i campi di ortaggi di Corleto Perticara senza che nessuno si ponesse problemi, e' il lago Pertusillo che da' da bere alla Puglia inquinato da idrocarburi, e' il petrolio nel miele delle api.

Io di queste cose qui mi vergognerei e prima ancora che con l'Europa, con i lucani, che non hanno fatto niente di male per meritarsi tutto questo, se non essere accondiscendenti 15, 20 anni fa ed accettare tutte le balle petrolifere che venivano loro propinate senza che nessuno fiatasse per ignoranza o per malafede.

E allora uno dice, ma come dobbiamo fare? Beh, visto che si parla di Europa, guardiamo ai tedeschi, guardiamo in grande. La Germania ha la sua Energiewende che continua a portare record su record in termini di energia rinnovabile, la Germania ha appena approvato una moratoria sul fracking fino al 2021, la Germania non fa tagli retroattivi sulle rinnovabili, attirandosi l'ira degli investori resa pubblica dalle pagine del Wall Street Journal, la Germania nel 2012-2013 aveva circa 370,000 impiegati nel settore delle rinnovabili, senza esporre nessuno a fumi tossici di raffinerie e pozzi di petrolio.

La Merkel ha detto che il suo governo "rejects the application of toxic substances" nelle estrazioni di petrolio e di gas. Mica lei si vergogna di questo? Si' e' vero in Germania hanno le potenti coalizioni di produttori di birra che assieme agli ambientalisti e ai verdi hanno messo pressione al proprio governo contro il fracking, ma questo e' un limite dell'Italia in cui le lotte per il bene comune sono lasciate ai volontari, mentre tutti gli altri portatori di interessi, spesso tacciono.

Ecco, io mi vergognerei con l'Europa di avere un paese con infinita' potenzialita' in termini energetici, di sole, di vento, di intelligenza umana, e di stare ancora qui ad insistere con quel poco e scadente petrolio di Basilicata avvelenandone le genti.

E visto che ci siamo: vogliamo continuare con le cose di cui vergognarci con l'Europa? Io mi vergognerei di quel flusso sfrenato di giovani che ogni anno parte dall'Italia con biglietto di sola andata per crearsi una vita migliore che in Italia, mi vergognerei di una nazione che si fa comandare da Genny La Carogna, mi vergognerei di una nazione dove la corruzione e' normale, o che dopo 150 anni di unita' nazionale non e' riuscita a sollevare le sorti del mezzogiorno, a differenza di quanto fatto con la Germania Est in 25 anni dalla riunificazione. Mi vergognerei di una nazione che non sa liberarsi di mafia e camorra, di una nazione che non e' stata capace di affrontare la globalizzazione in modo intelligente creando opportunita' e progresso per tutti, a differenza della Germania che ci lascia tutti a bocca aperta con tutti i suoi centri di ricerca, le sue industrie specializzate e i suoi progressi nella tecnologia che vanno di pari passo con la ricchezza diffusa.

Vuole fare Matteo Renzi qualcosa di cui essere fieri invece? Crei una supercommissione sull'Italia rinnovabile che non guardi in faccia a nessuno -- ENI, ENEL e investitori petroliferi -- e che studi invece come fare per sfruttare al meglio sole e vento dell'Italia. E poi vada in Europa e dica: noi qui invece di fare affidamento su South Stream e Gazprom, abbiamo deciso di fare una Energiewende italiana, con programmazione pluriannuale, con interventi studiati e precisi, con risparmio energetico e educazione del cittadino, e secondo la nostra strategia e le nostre previsioni abbiamo in programma di superare la Germania.

Cosi' si dovrebbe fare. Ma lo so, questo prevede coraggio e voglia di fare e programmazione e contrasti con i poteri forti, cose che Matteo Renzi non mi pare abbia nel suo DNA. E' molto piu' facile dare la colpa a quegli sventurati uomini e donne di Basilicata -- e di Abruzzo, Sardegna, Lombardia, Sicilia, Veneto ed Emilia Romagna -- che devono eroicamente combattere per difendere quotidianamente i propri mari, la propria aria, le proprie vite, i propri figli.

Inclusi quelli di Matteo Renzi.

Tuesday, July 15, 2014

La Shell, le trivelle in Artico e la LEGO














La nuova campagna di Greenpeace e’ indirizzata alla LEGO e alla partnership fra una delle aziende di giocattoli piu’ famose del mondo e la Shell Oil.

Greenpeace chiede alla LEGO di rescindere qualsiasi accordo con la Shell, specie in vista dei tentativi di trivellare l’Artico alla ricerca di petrolio: e’ dal 2008 che la Shell cerca di trivellare l’artico - comprando le concessioni prima e dopo con trivelle vere e proprie - portantdo ad una mobilitazione che va avanti da anni. La Shell non e' mai riuscita a portare a casa il petrolio a causa di enormi problemi tecnici, e di condizioni climatiche avverse.

Nel contempo, dal 2012 ad oggi sono stati venduti oltre 16 milioni di set Lego-Shell in 26 paesi. Secondo la Shell, la promozione del suo marchio fra bambini e gentiori le e’ valsa circa 116 milioni di dollari, e ha portato ad un aumento delle vendite del 7.5%. La LEGO ha ribadito che l’accordo con la Shell e’ stato rinnovato anche per il 2014.

Ed ecco come hanno risposto quelli di Greenpeace, con un video diretto alla LEGO e ai suoi legami con la Shell Oil e chiedendo a tutti di firmare contro le trivelle in Artico:

Tell LEGO to stop its partnership with Shell TODAY.


"I'm really disappointed to learn that you are helping Shell, a company that wants to drill in the Arctic, to clean up its image. When you help build Shell's brand and allow Shell into the playrooms of millions of kids, you take a stand for Arctic destruction.

The Arctic is a beautiful place with a unique wildlife of polar bears, narwhals, walruses, and many other species that are completely dependent on the Arctic sea ice. It's a fragile environment and an oil spill would be devastating.

Further, the ice is melting. With three quarters of the ice gone, it's time to hear the alarm clock ring and put an immediate halt to climate change. The oil companies with Shell in the foreground are not listening. Instead, they see opportunities to exploit this vulnerable and pristine place and drill for more of the oil that caused the problem in the first place.

I'm asking you, LEGO, to take a stand against Arctic destruction. Don't let yourself and your good name be used to legitimize what cannot be legitimized. I kindly ask you to cut ties with Shell. "



Shell is using LEGO to build a happy, carefree image, but behind the scenes it is mobilizing giant oil rigs to drill in the Arctic — putting the lives of polar bears, beluga whales, and more at risk of deadly oil spills. Just one misstep by Shell could doom this fragile habitat.

By allowing Shell to nestle itself into our children’s toyboxes, LEGO is legitimizing the destruction of the Arctic to children and families. We know LEGO can do better.

Activists and supporters around the world have already helped delay Shell’s plans in the Arctic. Now, Shell is desperately trying to rebuild its reputation by partnering with beloved brands like Lego.

With your voice speaking up for the Arctic, we can kick Shell out of our children’s playrooms — and move one step forward to kicking Shell out of the Arctic.

Don’t let Shell sneak its way into our children’s toyboxes.

Tell LEGO to stop its partnership with Shell TODAY.

Everyone loves to play with LEGOs, but no one wants to see you play with Shell.

Tuesday, July 8, 2014

Energia: Irlanda: 50% dal vento. Germania: 74% da rinnovabili. Italia: Renzi fa tagli retroattivi.







Germania, il giorno 11 Maggio 2014, quasi il 74% della sua energia e' 
venuto da un mix di eolico e solare.


“Don’t forget what Germany is doing right now. It’s changing its power supply.
The last time when an energy supply was changed was the industrial revolution;
this is something that has never been done before.”

Paul Hockenos, Voice of America

"Mr. Renzi may believe that the markets have short memories, and that this route is easier than reforming the blatant inefficiencies in the Italian energy sector or cutting horrendously high taxes on energy users. Maybe he's right, but good luck in attracting foreign investors in the future.
Don't come knocking on my door."

Mr. Bonte-Friedheim, Wall Street Journal
 


Dopo i record tedeschi collegati al fotovoltaico, eccoci all'Irlanda.

Nel periodo che va da Dicembre 2013 a Maggio 2014, l'Irlanda ha prodotto in media il 23% della sua energia elettrica dal vento, con punte che in alcuni giorni hanno superato il 50%, secondo la Irish Wind Energy Association (IWEA).

Il futuro si annuncia roseo perche' sono in programma altre installazioni e perche' la richiesta di energia pulita, prodotta localmente continua a crescere. Ci si aspetta di arrivare a 2 GW nei prossimi anni: l'Irlanda fino a poco tempo fa importava l'85% della sua energia.

La Germania certo non sta a guardare. Come gia' descritto qualche giorno fa, il giorno 9 Giugno piu' del 50% della sua energia elettrica e' arrivata dal sole, e l'11 Maggio 2014 quasi il 74% della sua elettricita' e' arrivata da fonti rinnovabili, sole e vento.

Si il 74% per tutta la nazione.

Nel primo quarto del 2014 la media di energia prodotta da rinnovabili e' stata del 27% in media. Ma i record continueranno ad arrivare sempre di piu', visto che l'impegno tedesco verso l'energia pulita non si ferma.

Una recente analisi per conto della ditta Eclareon e' giunta alla conclusione che siamo arrivati alla parita' dei costi: se si conteggia tutto, il prezzo di energia dalle rinnovabili e uguale a quello dalle fonti convenzionali.

L'esplosione del solare in particolare e' dovuta al fatto che i produttori di energia vengono pagati, secondo contratti stipulati a lungo termine,  per l'energia in eccesso che non consumano e che immettono in rete.  Ci sono state cosi' molte piu' installazioni di fotovoltaico rispetto agli obiettivi governativi. Gli investimenti iniziali possono essere anche solo di 500 euro. Visto l'enorme successo del programma il governo ha annunciato che ridimensioneranno le tariffe elargite.

Come in tutte le cose, ci sono piccoli problemi: l'industria tedesca e' esente dal pagamento di tasse per finanziare il solare, mentre i singoli le pagano. I costi dell'energia sono leggermente aumentati, mettendo pressione ai ceti meno abbienti.  Ma sono problemi di crescita, da affrontare per migliorare e che si attenueranno man mano che il settore matura. Nessuno pensa di tornare indietro in Germania, ed anzi, si guarda al futuro con ottimismo. Ci si aspetta che i prezzi dell'energia presto scenderanno, allo scadere dei contratti stipulati in passato. Ed e' indubbio che le scelte fatte hanno favorito l'industria tedesca che gode di prezzi di elettricita' bassissimi rispetto ad altri paesi.

Nel suo complesso la rivoluzione energetica tedesca - la Energiewende - e' stata un successo.

E cosi' la regione piu' a nord del paese, il Schleswig-Holstein, ha anticipato che se tutto va come dovrebbe, per quest'anno 2014 il 100% della sua energia quest'anno sara' da rinnovabili, vento in primis.

La regione dello Schleswig-Holstein e' la regione piu' ventosa della Germania, e con una programmazione intelligente in otto anni sono passati dal 30% di produzione di energia elettrica dal vento alla quasi totalita'.  Sembra fantascienza, ma la regione dello Schleswig-Holstein addirittura progetta di generare il 300% della sua energia da fonti rinnovabili, con l'idea di cedere l'energia in eccesso al resto del paese.

E in Italia?

Beh, basta solo ricordare che il Wall Street Journal ha appena mandato un non proprio lusinghiero articolo su Matteo Renzi per il decreto "spalma incentivi" secondo il quale gli incentivi stessi in Italia saranno tagliati del 20% in modo retroattivo. Gia' i governi precedenti avevano cercato di penalizzare l'energia rinnovabile, facendo calare i profitti del 50% dal 2011 ad oggi. Adesso Renzi raddoppia l'accetta.

In Italia sono stati investiti circa 50 miliardi di euro nel reparto fotovoltaico, facendo passare l'Italia dal 20% di rinnovabili nel 2008 al 34% nel 2012, il maggior record europeo dell'epoca. Ad investire privati, banche e capitali stranieri. Ma come per tutti gli investimenti a lungo termine - non solo per l'energia - quello che l'investitore chiede e' chiarezza legislativa e la possibilita' di programmare in modo tale che l'investimento abbia un senso.

Il WSJ ricorda che in Italia i costi dell'elettricita' - anche grazie ai nuovi impianti di energia rinnovabile - sono pasati da 78 euro nel 2008 a 48 nel 2014 per megawattora, ma che questi cali dei costi non sono mai arrivati al consumatore.  Perche'?

Il WSJ fa notare che nel decreto non si attacchi minimanente l'inefficenza del sistema, la rete distributiva, o i costi stratosferici imposti dall'Enel, la quale -- usando i soldi degli italiani -- si prepara ad investire 9 miliardi di euro nei mercati emergenti. 

Il WSJ ricorda che il testo e' fatto ad arte per proteggere le banche da eventuali perdite, ma non l'investore, e che se dovesse essere trasformato in legge questo decreto sara' un impedimento fortissimo ad altri investimenti in Italia, di qualsiasi genere.

"Il signor Renzi pensa che i mercati abbiano memoria breve e che questa strada e' piu' facile della riforma del sistema energetico italiano, affetto da enormi inefficenze o del taglio delle orrendissimamente elevate tasse sui consumatori. Forse ha ragione, ma buona fortuna nell'attrarre investori stranieri nel futuro. Non bussate sulla mia porta"

The sky is the limit, basta solo volerlo, ma in Italia ci piace guardare sottoterra.

Ma no dai, che ci sono gli 80 euro.

Qui 



Monday, July 7, 2014

Wildpoldsried, Germania: il villaggio del 321% di rinnovabili in piu' di quel che gli serve




Wildpoldsried e' un piccola citta' tedesca vicino a Monaco di Baviera e di 2600 abitanti, dove nel 2011 hanno prodotto oltre il 321% dell'energia che gli serve da rinnovabili.

Sono partiti nel 1997, quando si decise che si dovevano costruire nuove industrie e infrastrutture senza creare debiti. La citta' aveva anche problemi di inondazioni ed allagamenti. Nel 2000 ricevono dei fondi europei per lavorare su sistemi di prevenzione per le inondazioni, ed il sindaco decide che sarebbe stato utile includere un sistema naturale di assorbimento del'acqua usando le lagune locali. Queste avrebbero filtrato e poi rilasciato l'acqua piovana in modo controllato ne ruscelli locali.

Sono partiti cosi, e poi l'idea di fare tutto "naturale" non si e' fermata e nel giro di pochi anni hanno rivestito gli edifici comunali con pannelli solari, creato digestori a biogas per la citta' e installato sette pale eoliche. 190 famiglie si sono installate i pannelli sui tetti e la citta' ha creato dei mini impinati idroelettrici.

E cosi, non solo Wildpoldsried ha prodotto il 321% dell'energia in piu' rispetto a quel che gli serve, ma ha anche guadagnato 4 milioni di euro nel re-immetterla in rete. E non solo, la citta' e' diventata meta di investitori di vario genere che vengono qui attratti dalle condizioni agevolate di fare business.

Wildpoldsried ha ricevuto numerosi premi nazionali e internazionali per le sue iniziative energetiche e per la protezione dell'ambiente. Hanno anche creato una iniziativa, il WIR–2020, Wildpoldsried Innovativ Richtungsweisend per ispirare cittadini a fare la loro parte per l'ambiente, e per creare sintonia fra la protezione dell'ecosistema e la creazione di lavoro e benessere verde.

Ogni tanto ci sono dei programmi per mostrare ad altri villaggi come e cosa si puo' fare per migliorare l'efficenza energetica, attrarre capitali per l'industria verde. Il sindaco e' stato letteralmente assalito dalla stampa di mezzo mondo, specie dopo il disastro di Fukushima, su come poter trasformare in meglio le proprie comunita' in modo realistico, verde ed efficente.

Occorre che qualcuno dica di questo ai sindaci lucani accecati dalle royalties, e al governatore Pittella di Basilicata.

4 milioni di euro per 2600 abitanti senza che si avveleni nessuno - te le do io le royalties!

Sunday, July 6, 2014

Il suono di un airgun

Foto di airgun nel mare






Erano anni che cercavo un qualche sito con foto ed immagini di airgun sparato direttamente nel mare.  Finalmente l'ho trovato. 

 

Ogni 5-10 secondi lungo tracciati di centinaia di chilometri, per settimane e settimane. Ci metterei Mr. Petrolio a sentire queste belle cose sottacqua.