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Bangladesh: arriva l'acqua potabile grazie al sole

Thursday, August 27, 2015

Il sole del Bangladesh



Tutte le pompe di queste immagini sono alimentate dal sole
























La rivoluzione verde del Bangladesh -- la Grameen Shakti,
"energia dei poveri" ha installato circa 1.3 milioni di impianti
fotovoltaici sulle case dove non c'e' accesso alla rete elettrica

Dipal Chandra Barua

Muhanmed Yunus

 I due visionari del sole in Bangladesh



My dream is to make Bangladesh the first
comprehensive solar nation of the world




Presidente,
Bangladesh Solar and Renewable Energy Association




E chi l'avrebbe mai detto - il silenzioso Bangladesh con delle grandi ambizioni.


Si chiama SHS e sta per Solar Home System - nella sostanza un pannello o due sui tetti delle case. E' un sistema semplice, poco costoso ed efficace per portare il sole nelle case, specie in comunita' dove non c'e' la rete elettrica. A noi occidentali puo' sembrare una cosa da niente ma ha cambiato la vita di tante comunita' nel Bagladesh. Funziona cosi: il governo offre mutui a basso costo a compagnie private o a non-profit per installare i pannelli e i residenti ripagano questi mutui su un arco di 1-3 anni. Il costo totale per un pannello di 100watt, che e' sufficente per molte famiglie del Bangladesh, e' l'equivalente di 600 euro.

Circa 15 milioni di persone in Bangladesh, su un totale di 156 milioni di persone hanno le case alimentate dall'SHS.  Il dieci percento. L'obiettivo, ambizioso, del governo centrale e' di alimentare *tutte* le abitazioni del paese con il sole entro il 2021. L'elettricita' generata viene usata non solo per usi domestici, ma anche per alimentare le pompe che irrigano i campi. La cosa bella e buffa allo stesso tempo e' che, chi ha accesso alla rete elettrica preferisce i pannelli perche' non ci sono interruzioni nella generazione della corrente. Cioe' il sole e' piu' affidabile della rete elettrica.

E' tutto iniziato nel 1996 - quasi venti anni fa! - quando Dipal C. Barua, che ora e' il presidente del Bangladesh Solar and Renewable Energy Association, decise che il sole poteva essere una risposta per il Bangladesh, povero di infrastrutture energetiche. Gli ostacoli sono stati tanti -- i costi, la mancanza di personale qualificato, lo scetticismo dei soliti "non si puo' fare".

E invece. Invece con il tempo l'idea ha preso piede, sono arrivati finanziamenti anche dalla Banca Mondiale e ci sono ora circa 47 enti locali di installazione, piccoli imprenditori e non-profit nel paese. Il governo coordina tutto grazie all'IDCOL, ente che promuove la solarizzazione delle case dal 2003 e che sta per Infrastructure Development Company Limited

E' una crescita senza fine e si stima che ogni mese circa 50,000 famiglie aderiscono al programma di solarizzazione del paese. Dal 1996 ad oggi sono stati risparmiati 200,000 tonnellate di kerosene ogni anno, oltre tre milioni e mezzo di tonnellate di materiale inquinante. 

Un po tutti credo che conoscano Grameen Bank -- letteralmente "banca dei poveri", dove si fanno microprestiti anche a chi non ha collaterale e che venne fondata nel 1983 da Muhanmed Yunus. Questa banca ed il suo fondatore vinsero il Nobel per la pace nel 2006.

Meno noto e' che nel 1996 da questa banca dei poveri venne fuori lo spinoff Grameen Shakti e cioe' "l'energia dei poveri" con l'obiettivo di portare il sole nelle case. E' una di quelle non-profit che promuovono il solare nel paese. Finora, da sola, Grameen Shakti ha dato microprestiti per la solarizzazione di circa 360,000 famiglie e ha creato 45 "Grameen Technology Centers" dove vengono sviluppati e prodotti pannelli adatti alle esigenze del paese e da manodopera locale. Qui vengono anche addrestati tecnici, favorendo l'ingresso delle donne nel settore.

Anche se nessuno lo sa, Grameen Shakti e' una delle piu' grandi ditte di solare al mondo -- gli ingegneri sono anche formati per sapere parlare alla gente e periodicamente promuovono incontri in zone rurali. Installano purificatori d'acqua, sistemi di telecomunicazione, di pompaggio di acqua e imbarcazioni-scuola alimentati dal sole. Il governo ha anche creato una mini-centrale solare nell' isola di Sandwip, nella Bay of Bengal e ci sono altri progetti per 50 mini-impianti di solare nel paese da utilizzare a maggior scala per l'irrigazione dei campi.

E' una rivoluzione green piccola ma grande allo stesso tempo, di una nazione che con tutti i suoi guai, e' riuscita ad adattare e ad usare in modo locale e intelligente e innovativo tutto cio' che il sole e l'ingegno umano potevano offrire.

Noi invece in Italia, grazie a Matteo Renzi, facciamo ancora buchi in riva al mare, nei boschi, nei campi. 


























British Columbia, Canada: terremoti da fracking in zone non sismiche 4.4 Richter







"My house got shook. My couch I was on was actually shaking with me. It dawned on me it could be earthquake, but it could be fracking in the area. I don't think they should continue fracking."

Residenti Canadesi



The magnitudes have been increasing every year.

Gail Atkinson, Canada Research Chair in Induced Seismicity Hazards 
Ontario’s Western University,  



Eccoci qui.

Non che ci volessero altre prove di sismicita' indotta da trivelle ed affini, ma eccola lo stesso, dal Canada. Dopo circa un anno da un terremoto inaspettato di magnitudo 4.4 in British Columbia nel 2014, la Oil and Gas Commission del British Columbia ha confermato che la causa del terremoto e' stata, si, l'iniezione di fluidi di trivellazione durante le operazioni di fracking.

Le citta' interessate erano  Fort St. John and Fort Nelson.

Questo non lo dice la D'Orsogna, lo dice l'ente governativo che regolamenta le estrazioni di gas e di petrolio del British Columbia, lo stato canadese lungo la costa pacifica, a nord della California e dove c'e' la citta' di Vancouver.

I terremoti sono stati avvertiti nell'Agosto del 2014. Prima c'erano state altre scosse di magnitudo 3.8.
Cosa sucedeva in zona? Si faceva fracking, si iniettavano veleni nei pozzi e monnezza in altri. La solita canzone dei petrolieri.

Negli scorsi dieci anni ci sono stati circa 500 terremoti in zona, tutti di magnitudine molto bassa -- 1 o 2 --proprio in parallelo con l'aumento delle attivita' estrattive.

Di questi, dopo una indagine nel 2014, 231 sono stati attribuiti ai petrolieri  – 38 indotti dalla iniezione sottoterra di materiale petrolifero e 193 dalle operazioni di fracking. Una indagine precendente eseguita nel 2012 documento' invece 272 eventi sismici dovuti a  ``fluid injection during hydraulic fracturing in proximity to pre-existing faults”  fra l'Aprile del 2009 e il Dicembre del 2011.

Questa pero', nell'estate del 2014, era la prima volta che si arrivava a una intensita' cosi forte ed e' stata nominata una commissione apposta. 

La quale commissioneha attribuito la causa delle trivelle alla ditta chiamata Progress Energy, della Malesia, alla quale e' stato ordinato di "ridurre il volume dei fluidi usati". Questa Progress Energy ha anche in progetto di costruire una centrale rigassificatore chiamata Pacific North West LNG per esportare il gas. La gente e' ovviamente preoccupata di quel che potra' succedere se e quando questo rigassificatore comparira' sulla scena.

Ovviamente i politici sono politici sempre, e cosi il Ministro dello "Sviluppo del Gas Naturale" Rich Coleman non puo' che dire "si, e' sismicita' indotta, ma i terremoti sono rari" e ha dato istruzione che tutto si deve fermare se la sismicita' indotta supera l'intensita' 4.0 In tal caso ci devono essere piani di "mitigazione".

Chissa' - diranno abracadabra?

Intanto che preparano questi piani di mitigrazione, i terremoti di Fort St. John and Fort Nelson sono, secondo le statistiche, fra i piu' forti mai registrati a causa delle operazioni di iniezione di materiale petrolifero da fracking nel sottosuolo.

Il record assoluto spetta a Prague, in Oklahoma con intensita' 4.7.

Ma ci sono andati vicini in Canada. La scorsa settimana c'e' stato un altro terremoto in British Columbia, di intensita' 4.6 Richter visino a Fort St. John e Fort Nelson che ha portato la Progress Energy a chiudere un altro pozzo in via preliminare. Adesso devono capire se anche questo terremoto e' dovuto al fracking ma uno dei responsabili della Oil and Gas commission della British Columbia,


Alan Clay, afferma che

“It’s still under investigation, but it was likely induced by hydraulic fracturing"

Altri due terremoti da fracking di intensita' 4.4 sono stati nvece registrati a Fox Creek, in Alberta a gennaio.

Anche qui, prima delle trivelle i terremoti erano circa uno all'anno. Da che si e' iniziato a fare fracking i terremoti sono passati a 160 l'anno, in genere piccoli, ma appunto anche due di intensita' maggiore in tempi recenti.
 
Secondo Gail Atkinson,  Canada Research Chair in Induced Seismicity Hazards presso la Ontario’s Western University, “the magnitudes have been increasing every year.” Questo lo dice uno degli esperti principali di sismicita' indotta del Canada.




Se uno si pensa bene e cerca di raffrontare le cose con l'Italia, il paragone lascia un po perplessi. Qui e' stato un ente ufficiale ad ammettere la sismicita' indotta, non un pinco pallino qualsiasi.

Ce lo possiamo immaginare in Italia il Ministero per lo Sviluppo Economico o il Ministero per l'Ambiente ad ammettere, come hanno fatto quelli della Oil and Gas Commission della British Columbia, che i terremoti sono colpa dei petrolieri?

Ma nooo... anatema!!

Noi in Italia possiamo star tranquilli. A noi non succedera' mai. E se succede, non succede lo stesso.

Grazie Matteo Renzi, grazie INGV, grazie ai ministeri cosi' garanti della democrazia e della civilta', grazie alla scienza ufficiale italiana, libera ed indipendente.





Tuesday, August 25, 2015

Stefania Pezzopane e Ombrina -- la coerenza smarrita


'Se non ci fossero state quelle violente e stupide contestazioni, Matteo Renzi avrebbe attraversato il centro storico, camminato tra le luci dei palazzi ricostruiti e le ombre delle macerie, i giornalisti avrebbero avuto le loro interviste e fatto le loro domande. Ma a certa gentaccia, pochi ma determinati, faceva comodo rovinare la festa. Li avverto. Non ci sono riusciti. Solidarietà per chi è stato colpito, orrore per la stupidità di chi ha scelto la violenza al dialogo''

Stefania Pezzopane

si, magari pure a respirare un po di H2S!

ma quale dialogo?

Se a tutti gli incontri programmati
Luciano D'Alfonso e' svanito nel nulla

Forse rapito dagli UFO pure lui?  


...e il suo fidanzato

un gentleman.

"Manifestare pacificamente??? Una massa di vermi schifosi che andavano presi a calci nel culo e manganellate per quello che hanno fatto tirando pietre ed oggetti pericolosi! La vera politica questo genere di manifestanti non li prende in considerazione. Prende in considerazione i manifestanti non violenti. Questi vermi hanno sprecato benzina e casello senza motivo. Potevano risparmiare i soldi mettendoli nel salvadanaio. Brava Stefania, bravo D'Alfonso bravissimo Renzi"


Simone Coccia Colaiuta
fidanzato della Stefania Pezzopane,
ex spogliarellista

un esperto di petrolio e politica e appunto, gentleman

Qui quando diceva tuttaltro.

Politici, parola di marinaio. Specie in Italia. 



La mia domanda e' molto semplice: ma se qui sono tutti contro Ombrina, la Pezzopane, Legnini, D'Alfonso e tutti i loro amici, perche' -- essendo sia governo che loro stessi del PD -- Ombrina e' stata approvata? 

I conti non tornano.
 

 

Renzi contestato in Abruzzo





I miei sentimenti davanti a queste ultime due foto non si possono scrivere.

Il canto 31esimo dell'Inferno di Dante,
la moglie di Putifarre e Sinone



Renzi arriva in Abruzzo e viene duramente contestato da attivisti e gente arrabbiata per i drammi del postterremoto e dell'approvazione del mostro Ombrina. 

La prima cosa che noto nel vedere le immagini che mandano i siti italiani sono gli alberi nel sottofondo. Non so perche' ma e' come se dicessero, noi non c'entraimo, siamo qui, oggi come ieri, verdi, liberi, imperturbati. E saremo qui anche domani.

E poi il blu tuttattorno, il blu del cielo, il blu dei caschi della polizia, il blu delle bandiere di Ombrina dei contestatori. Chissa', magari fuori da quel contesto quei blu non si attaccherebbero cosi, e anzi sarebbero amici. Fa male vedere queste cose perche' ho cercato di fare il meglio che ho potuto per far crescere la consapevolezza petrolifera in Italia e non avrei mai voluto che si arrivasse a tanto. Botte e nasi spaccati. 

I miei metodi, le mie armi sono quelle della penna, della parola, dello smontare parola per parola le balle petrolifere che ci sono state propinate. Davanti ai numeri, ai fatti, alle immagini, alle statistiche non puoi mentire, non puoi inventarti scusanti. Puoi insultare ed ignorare, ma non puoi negare l'evidenza. E' per questo che in tutti questi anni assieme a tutte le persone di buona volonta' che ho incontrato per strada, abbiamo scelto di lavorare opponendoci ai progetti petroliferi prima che venissero completati, diffondendo consapevolezza, inviando testi di contrarieta' al governo sulla base dell'intelligenza non della violenza.  Basta leggerle le osservazioni mandate al governo con tutti i crismi delle bizantine leggi italiane. Non e' un "no" a casaccio.  E' invece un "ecco perche' no".

Li dentro c'era e c'e' il raziocinio di una che non si mette a combattere i petrolieri da Los Angeles perche' non ha niente da fare. C'e' invece la razionalita' di una che si e' studiata le carte dal primo all'ultimo rigo e che da persona libera ed indipendente ha concluso che non e' proprio il caso di costruire una mega-raffineria galleggiante di 300 metri di lunghezza con fiamma inceneritrice accesa 365 giorni l'anno e una mezza dozzina di pozzi a 9km da riva. E cioe' Ombrina. E questo vale per molti altri angoli d'Italia.

E se le partite fossero giocate in modo onesto in questo paese, se la voce del popolo fosse ascoltata e se i Renzi in questione si chiedessero "perche' questi qui proprio non le vogliono le trivelle" invece che schernire la cittadinanza e i "comitatini" e invece che insistere e diabolicamente persistere, sordi e presuntuosi, non saremmo arrivati fin qui. A gente che si mena per strada.

Nessuno in Abruzzo che non sia affiliato con i petrolieri vuole Ombrina. Lo capisce questo Matteo Renzi? Non si puo' tirare la corda in eterno. Dopo sette, otto anni di sensibilizzazione, dopo avere usati tutti i canali giusti e democratici,  dopo che si sono susseguiti tutta una serie di carteggi fra petrolieri e ministri, colpi di scena, proclami e promesse, Ombrina ha avuto il si dal governo di Matteo Renzi.

Cosa si aspettava? Che arrivato in Abruzzo gli stendessero il tappeto rosso? Che gli italiani dopo che gli hanno portato via tutte le certezze lavorative, la speranza di un futuro migliore, e che vede la poverta' tornare, adesso accettano anche di vedere il mare nero? Temo che questi episodi si ripeteranno in altre parti d'Italia.

E' dal 2007 che va avanti la faccenda petrolio in Abruzzo. Come puo' essere che tutto l'Abruzzo civile ha capito e si e' data da fare, e i soli che fanno finta di niente sono i politici? Me li scorro tutti nella memoria, non solo Matteo Renzi. Da Gianni Chiodi a Giovanni Legnini, da Luciano D'Alfonso a Ermete Realacci. Tutti bravi con le parole, con le promesse, nessuno che saputo veramente mettere la parola fine all'incubo trivelle.

Posso solo immaginare lo schifo immondo di affari sottobanco, di promesse, di lobby, di pressioni che c'e' sotto. Ma a questo si contrappone una regione intera che non ne vuole sapere di diventare un altra Basilicata, un altra Gela, un altra Viggiano e che qualcuno dovra' pure ascoltare. Si chiama democrazia e non tarallucci e vino per gli amici con le mani nel petrolio.

Interessante che con Renzi a L'Aquila fossero presenti anche Giovanni Legnini e Luciano D'Alfonso con cui il premier e' poi anche andato a visitare le viscere del Gran Sasso. Chissa' se i due che gli hanno ricordato le promesse fatte a noi cittadini o se hanno fatto finta di niente.

Da qui provo solo una grande vergogna per la pochezza di Matteo Renzi, del suo governo e di questa classe politica italiana fatta da caricature, non da statisti. Un paese in cui la politica e' solo uno sceneggiato, e non il fare le cose difficili ma buone. Il fatto che gli amici siano piu' importanti del proprio popolo.

Matteo Renzi: e' molto facile. Vada umilmente a casa, dica agli squali che le ruotano attorno: basta. Non si puo'. L'Italia merita di meglio che essere un campo petrolifero. E poi mandi l'ordine esecutivo per un Adriatico -- e non solo -- trivelle-free.

Qui le immagini e tutti i motivi del perche' no ad Ombrina in Abruzzo - e da nessuna altra parte
 








Sunday, August 23, 2015

La Forest Oil, poi Sabine Oil, poi .. bancarotta






Eccoci qui al funerale e speriamo alla seppellitura della Forest Oil Corporation, quelli che volevano trivellare Bomba. 

Inizia tutto verso la fine del 2014, quando la Forest Oil, piegata in due da debiti, affari andati a male, e dal crollo del prezzo del petrolio, decise di unire le sue forze con la Sabine Oil & Gas Corporation,  che non stava messa cosi bene neanche lei. Magari pensavano che pur zoppicando tutte e due, in qualche modo potessero risollevarsi assieme. La Sabine Oil assorbi' la Forest Oil.

Ma il matrimonio fra le due non e' stato sufficiente a superare la tempesta, e cosi a Luglio del 2015 anche la Sabine Oil si e' arresa e ha chiesto che le venisse applicata la cosiddetta protezione della Chapter 11 -- e cioe' un periodo di protezione dai creditori che si da a compagnie in difficolta' per darle modo di riorganizzarsi. E' una sorta di coma indotto prima della bancarotta finale. Qualche volta le ditte riescono a riorganizzarsi sotto questo Chapter 11, altre volte no.

In questi otto mesi del 2015 la Sabine fusasi con la Forest ha venduto concessioni, tagliato le spese e i salari, ma non ci sono riusciti:

“Given the severity of the current market conditions and their impact on the company’s cash flow situation, the company has been unable to right-size its balance sheet through cost-cutting and self-help measures alone”

scrive il Chief Financial Officer Michael Magilton. La Sabine ha dichiarato di avere 2.5 miliardi di dollari in concessioni e proprieta', e 2.9 in debiti.
E' interessante pure capire come sono arrivati fin qui. La Sabine a un certo punto ha *denunciato* alcuni investitori che giocavano con le loro sorti e la causa e' ancora aperta.

Infatti, grazie ad alcuni investitori, la fusione fra la Forest Oil e la Sabine Oil ha avuto dei ritardi, che hanno fatto si che alcune delle concessioni perdessero valore. Fu annunciata gia' nel Maggio 2014 e invece venne eseguita soloa Dicembre 2014. Perche' gli investitori hanno fatto questo? Perche' nello stesso tempo questi simpaticoni degli investitori stavano anche *scommettendo* che la fusione fallisse. Cioe' avevano tutto l'interesse speculativo a che la fusione fra la Sabine e la Forest andasse a male. Allo stesso tempo, visto che hanno tasche profonde gli investitori hanno anche comprato azioni della Forest Oil e della Sabine Oil, in modo da poter controllare le tempestiche della fusione e mettere lo zampino fra le ruote.

Simpatici questi investitori, eh? Ma dopotutto sono petrolieri, e come sempre, chi la fa l'aspetti. Personalmente considerato il trattamento che la Forest Oil ha riservato a Bomba non provo alcun dispiacere. 
Nel frattempo, messa in standyby la fusione, il prezzo del petrolio continuava a calare e ogni giorno perso era un passo in piu' verso il fallimento, cosicche' quando la fusione Forest-Sabine finalmente c'e' stata, e' stato troppo tardi. 

Sic transit gloria della Forest Oil, fondata con cotanta speranza nel 1916 in Pennsylvania e quotata in borsa dal 1969. La Sabine Oil invece con uffici ad Houston e' stata fondata nel 2007.
Adios. 
Il caso e' noto come ``Sabine Oil & Gas Corp., 15-11835, U.S. Bankruptcy Court, Southern District of New York (Manhattan)".

Thursday, August 20, 2015

Cochin, India: il primo aereoporto del mondo alimentato interamente dal sole

Cochin, Kerala, India



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Baltra, Galapagos, Ecuador








Cochin, India. Arriva da dove meno te l'aspetti il primo aereoporto al mondo interamente alimentato dal sole.

Siamo nello stato del Kerala, nel sud dell'India. Il Primo Ministro dello stato, Oommen Chandy ha qui inaugurato il giorno 17 Agosto 2015 un impianto da 12 MW con 46,000 pannelli solari sparsi per i 45 acri del complesso aereoportuale. Genereranno elettricita' sufficente ad alimentare tutto l'aereoporto.

L'ente aereoportuale del Kerala, il Cochin International Airport Limited, aveva iniziato in modo molto semplice nel 2013, installando un sistema fotovoltaico sul tetto degli arrivi. Pian piano ne hanno aggiunti su vari hangar dell'aereoporto fino ad arrivare all'autosufficenza di questi giorni.

In totale da allora si stima che sono stati risparmiati circa 550 tonnellate di CO2 dall'essere immesse in atmosfera. Anzi, si stima che nei prossimi 25 anni la solarizzazione dell'aereoporto portera' al risparmio di circa 300,000 tonnellate di CO2 emesse da impianti a carbone, l'equivalente di quanto assorbirebbero 90 milioni di alberi.

Il terreno era incolto e parte della zona buffer attorno all'aereoporto. Se uno pensa ai buchi petroliferi o al carbone risparmiati, al fatto che e' tutta energia locale, che (a quanto pare) non ci sono state speculazioni, e che alla fine, i pannelli non potranno mai scoppiare, allora e' un bel passo in avanti, io credo.

Infine. Ci sono stata a Cochin. E' una citta' bellissima. Ricordo l'oceano con nessuno dentro, il clima tropicale, le reti dei pescatori, le piccole ditte di ginger, la comunita' ebraica piu' piccola del mondo (15 persone, una sinagoga e un cimitero), le palme, la gente che veniva a darci noci di cocco, e un ritmo piu' gentile rispetto a New Dehli.