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Elsa, Petroceltic, Abruzzo - una piccola Ombrina che cresce

Friday, September 19, 2014

Approvata Clara del petrolio nei mari di Ancona - ENI


Il rigo verde e' l'oleodotto a collegare i due pozzi, Clara e Calipso.
Bei nomi, eh?


Altre trivelle ancora, questa volta al largo delle coste marchigiane. Approvate il 17 settembre scorso senza che nessuno facesse niente - o quasi - nei mari di Ancona.

Si chiama Clara, ed ha la sigla BC 13 AS ed e' una concessione di circa 400 chilometri quadrati. Il nostro ministero ha approvato l'installazione di una nuova piattaforma a 4 gambe (Clara NW) e la perforazione di quattro nuovi pozzi per gas e petrolio, nonche' l'installazione di una condotta sottomarina di 13 km dalla nuova piattaforma ad una gia' esistente e detta Calipso.

Il tutto per opera dell'ENI. Zitta zitta si e' allargata.

Nessuno ha mandato osservazioni, ne cittadini, ne enti ne amministrazioni locali. Chissa' pure se lo sapevano. La regione Marche ha semplicemente chiesto un po di prescrizioni, che non sono nemmeno state tutte accordate.

Come sempre, sono tutti eventi concatenati: una volta che arrivano, questi non se ne vanno, si ingradiscono, e trivelle e tubi si moltiplicano.

E' per questo che occorre fermarli prima e non dopo, quando ancora c'e' tempo per farlo.

Che dire. Interessante che tutto questo arrivi lo stesso giorno della bocciatura del progetto Eleonora in Sardegna.  Che differenza che fanno le persone, e l'attivismo nobile e sincero.

Marchigiani dove siete? 


Wednesday, September 17, 2014

L'Abruzzo: uno dei dieci migliori posti al mondo per andare in pensione



"Like Southern California, in a typical Abruzzo winter it is possible
to visit the mountain ski slopes in the morning and relax at the beach that afternoon" 




Rich in history and architecture, Italy is a dream for many Canadians. It's just as lovely as Tuscany, but half the price. Beyond the history and culture, Abruzzo offers great nature. The area has mountains nearby for skiing and beaches on the coast for summer.  Abruzzo also has more than 80,000 acres of vineyards.



Ora, non so se sia un vanto essere un posto dove andare in pensione, ma la rivista  Live and Invest Overseas ha pubblicato qualche settimana fa il suo Retire Overseas Index dove elenca le dieci localita' migliori al mondo per andare in pensione.

All'ottavo posto ... c'e' - l'Abruzzo!

Ecco cosa dicono:

"It's hard to think of a lovelier corner of Italy than the Abruzzo. The beaches are golden, and the sea rolls out like a giant bolt of turquoise silk. There are mountains, too, which means that, living here, you would have both skiing and beach-combing on your doorstep, depending on the season.

This region is one of Italy's secret treasures. There's no over-crowding or heavy industry, only castles, vineyards and villages made of stone. Life in the Abruzzo hasn't changed much over the years, and exploring here is like wandering into a gentler, kinder yesterday."


"E' difficile immaginare un angolo piu' incantevole dell'Abruzzo. Le spiaggie sono dorate ed il mare si estense come un enorme lampo turchese. Ci sono pure le montagne che significa che, se si vuole vivere qui, si possono avere sia gli sci che il mare a portata di mano, a seconda della stagione.

La regione e' una dei tesori segreti dell'Italia. Non c'e' folla, non c'e' industria pesante, solo castelli, vigneti, e villaggi in pietra. La vita in Abruzzo non e' cambiata molto nel corso degli anni e tutto e' come se uno si avventurasse in un gentile, e delicato passato."

Questo tipo di considerazioni si possono leggere un po ovunque nelle riviste di viaggi, di turismo nuovo e verde, quando si parla dell'Abruzzo.  Verde, mare, sole, colline, vigne e gente buona. Notare che non c'e' nessuna altra regione italiana in questo elenco. Non si parla di petrolio, di infrastruttura pesante, di centri oli o di Ombrina o di Elsa o della Petroceltic. E forse e' proprio per questo che ci hanno messo qui.

Si parla solo del mare turchese, delle vigne. Lasciamolo cosi l'Abruzzo, in pace, e facciamo tesoro di questo articolo e di questa pubblicita' gratis. Creiamo delle campagne pubblicitarie e dei servizi appositi per il turismo "particolare" - i nudisti, i matrimoni, i pensionati, le famiglie, a ciascuno il suo. Educhiamo la gente ad essere ospitale, valorizziamo le tradizioni e i saperi. Insegnamole a chi viene a trovarci. E vendiamocelo, nel senso buono del termine, per dare benessere diffuso a chi vive li, senza buchi, senza veleni.

Ecco, se io fossi Confindustria penserei all'industria dell'accoglienza e non a quella delle trivelle.

Qui su Penne, provincia di Pescara

L'elenco completo e' qui


1. Algarve, Portugal
2. Cuenca, Ecuador
3. George Town, Malaysia
4. Chiang Mai, Thailand
5. Dumaguete, Philippines
6. Pau, France
7. Medellin, Colombia
8. Abruzzo, Italy
9. Panama City Beaches, Panama
10. Istanbul, Turkey






Tuesday, September 16, 2014

Piccole Ombrine che crescono


Non e' solo Elsa: eccole qui. La Petroceltic torna all'assalto con giacimenti dai nomi piu' fantasiosi. E infatti Elsa e' solo la madre e l'apripista di "Turchese", "Zaffiro", "Granato", "Rubino", "Opale", "Tormalina",  "Peridato" e "Rublo".

Come dire: dei veri gioielli in mare!

Io sono convinta che questi giacimenti non sono diversi da Ombrina, e che come per il Centro Oli di Ortona, come per Ombrina, come per il gas di Bomba, sono tutti ad alto tenore sulfureo, e ci sara' bisogno di desolforazione e di infrastruttura pesante.

Elsa e' il punto di partenza per la Petroceltic: credo questo perche' e' piu vicino alla riva e quindi logisticamente piu' facile da operare.

Tutto il lavoro fatto per Ombrina deve continuare: Elsa o Ombrina o Rubino o Turchese, sono tutti mostri nel mare, pure se vogliono farceli passare per pesci e gioielli e signore distinte, e semplicemente non ce li vogliamo.

Andiamo avanti cosi.

Qui per mandare le osservazioni contro Ombrina

Monday, September 15, 2014

Affondiamo Elsa, Petroceltic

 Elsa, Petroceltic, Irlanda - 7km da riva.
Dicono che sara' una trivellazione a "zero emission"
Basta crederci!


Eccoci qui: e' il turno di Elsa, proposto pozzo esplorativo della Petroceltic, ditta irlandese che vuole trivellare fra Ortona e Francavilla a Mare, di fronte alla Riserva Naturale Regionale di Ripari di Giobbe.

I link per mandare osservazioni brevi e quelle ancora piu brevi contro la Petroceltic sono qui. I testi si possono mandare da ogni parte d'Italia.

Le istruzioni sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali, se possibile. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Chiamare il file Elsa_BR268RG_COGNOME.doc (con il proprio COGNOME) e se possibile farne copia in .pdf

4. Stampare il .pdf e inviarlo tramite raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della 
Tutela del Territorio e del Mare
Divisione II e Divisione IV
Attenzione: Concessione Elsa BR 268 RG -- Petroceltic
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

5. Invece che la raccomandata, se si ha la PEC (posta elettronica certificata) si puo' mandare il tutto a

dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it,
segreteria.ministro@pec.minambiente.it,
dgprotezione.natura@pec.minambiente.it
mattm@pec.minambiente.it

Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

6. Se non vi e' possibile fare raccomandata e/o PEC, mandate pure a me che cerchero' di farla arrivare a destinazione, ma e' meglio che ciascuno la mandi indipendentemente da me, se si puo'.

7. Quale che sia il metodo di invio, mandare una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio tramite persone che mi aiutano, anche se sarebbe meglio che ciascuno mandasse i suoi testi indipendentemente.

8. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

9. La scadenza e' il 28 Settembre 2014. Abbiamo meno di due settimane di tempo per lavorare.

Servira', non servira'? E chi lo sa. Come Ombrina, anche Elsa era stata gia' bocciata. Sono la prima a dire di essere stanca, ma e' qui che si vede chi sei e di che tempra sei fatto, se sai di star facendo una cosa buona e la continui a fare - a prescindere dai petrolieri, e dai politici e dai finti ambientalisti in cerca di poltrone politiche.

Intanto, ecco qui. Il Sole24 Ore si e' accorto della marea di osservazioni arrivate su Ombrina, quindi, almeno un po di rumore l'abbiamo fatto.

Occorre allora continuare a far sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa, anche se siamo stanchi e anche se sappiamo che Renzi e compari sono gia' apertamente favorevoli alle trivelle e che cercheranno di imbrogliare.  Ma il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Per cui, facciamo la nostra parte, mandiamole. Le osservazioni si possono usare poi per eventuali ricorsi come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia ed e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri.

Sunday, September 14, 2014

I capodogli spiaggiati a Vasto, l'airgun e Matteo Renzi



Ormai abbiamo tutti letto dei capodogli spaiggiatisi al largo delle coste di Vasto. Di sette esemplari, tre sono morti, ed una era incinta.

Non e' ben chiaro perche' questi capogogli si siano spiaggiati. Il Centro D'Abruzzo riporta l'opinione di Vincenzo Olivieri del Centro Studi Cetacei Onlus secondo il quale si e' trattato di una "riemersione troppo rapida, la cui causa potrebbe essere un trauma improvviso come quelli provocati dalle attività di prospezione con tecnica air-gun.  Questo trauma porta i cetacei a una riemersione non corretta, la cui conseguenza è la permanenza di gas nei vasi sanguigni, simile a ciò che accade ai sub colpiti da embolia in seguito a una mancata decompressione".

Ora, come detto, non e' dato sapere esattamente quale sia il motivo di questo spiaggiamento.  Ma c'e' qualcuno che dice che potrebbe esserci stato l'air gun di mezzo.

L'air gun, come predicato in ogni conferenza a cui ho partecipato da sei anni a questa parte, e’ una tecnica di ispezione dei fondali marini usato dalle ditte petrolifere.  Si mandano spari ad aria compressa ad alta intensita' ogni 5 o dieci secondi (e non minuti come qualcuno ha scritto, mal copiando le mie frasi!) e dalle onde riflesse si cerca di ricostruire la geologia del sottosuolo e la possibile presenza di giacimenti. Ovviamente a causa dell'alto impatto ambientale, ci possono essere lesioni e ferite su animali malcapitati nelle vicinanze. Altra possibilita' e' che gli animali perdano l'udito e con quello il senso dell'orientamento.  Come appunto potrebbe essere successo a Vasto.

Per avere una idea di quanto forti questi spari siano - e' presto fatto. Uno sparo medio e' di circa 210 decibel, che sono un miliardo di volte piu' intensi di un tipico concerto rock. A volte si puo' arrivare a 250 decibel, devastanti per la vita acquatica.

Come detto e' forse troppo presto per dire qualsiasi cosa. Ma i tre cetacei di Vasto pongono delle domande. C'era qualcuno che faceva airgun o multibeam sonar nelle vicinanze di Vasto? Chi? A che scopo? Per quale giacimento? Per quale compagnia?  C'erano altre navi -- commerciali, militari -- a mandare segnali che avrebbero potuto impattare la vita marina?  Lo sapremo mai? Se si, saranno multati?

E ancora, visto che il nostro scellerato governo ha deciso di accellerare sul petrolio, e visto che ci sono stati altri casi di balene spiaggiatesi a causa dell'air gun in tutto il mondo, quali controlli avremo per far si che non ci siano episodi simili in futuro dovuti ai petrolieri? Esistono dei protocolli da parte del governo italiano per prevenire queste cose? Del tipo, se stai sparando in mare alla ricerca di petrolio o affini, hai l'obbligo di fermarti in caso di avvistamento cetacei? Chi controlla?

E Renzi cosa ha da dire su questo tema?  Vogliamo fare la stessa cosa davanti alle coste di Sassari e di Oristano, dove la Schlumberger ha in procinto di eseguire ispezioni sismiche con airgun su un area di 21000 chilometri quadrati a poca distanza dal santuario marino Pelagos?

Probabilmente Renzi non dira' nulla. Non gli interessa delle persone in carne in ossa che dovranno vivere vicino a pozzi, fanghi di perforazione, mari inquinati a Gela e a Viggiano, figurati che vuoi che gli interessino tre capodogli spiaggiati.

E' per tutto questo insieme di cose -- possibilita' di terremoti, di cetacei spiaggiati, di avvelenamento dell'aria e dell'acqua -- che continuo a ripetere che estrarre petrolio non e' saggio per un paese come l'Italia. E' tutto gia' successo altrove. Come puo' non succedere in Italia? Basta solo essere curiosi ed intelligenti e far tesoro degli errori degli altri, per capire che abbiamo il dovere di trovare altre strade per risolvere i problemi di questa nazione. Fare buchi non e' la risposta.

Qui lo spiaggiamento di 100 balene in Madagascar -- uno dei piu' grandi spiaggiamenti al mondo dovuto a esplorazioni petrolifere da parte della ExxonMobil nel 2008.

Thursday, September 11, 2014

La Saipem e gli operai non qualificati in Canada


 Istruzioni in italiano ed in portoghese per i lavoratori


 Il mostro Husky Alba in Alberta



Johnny Demosten e Leslie Jennings 


 Gente che non parla inglese sono i nostri padroni. 
Ci dicono cosa fare ma non hanno alcuna idea di cosa fare. 

Johnny Demosten, Saipem Canada



Eccoci qui - altre storie horror della Saipem in Canada. 

La premessa e' che non c'e' niente da stupirsi. La Sapiem ha gia' trivellato senza certificazioni nei mari italiani e gia' ha avuto problemi con impianti incrinatisi nei mari del nord per "mancanza di competenza". E ora la stessa storia - mutatis mutandis - si ripresenta in Canada.

Les Jennings e' un fabbro e lavorava come supervisore presso l'impianto di trattamento petrolio e affini "Husky Alba" fino a poche settimane fa. Perche' lavorava e ora non piu'? Perche' si e' licenziato a causa della scarsa sicurezza dovuta all'impiego di personale non qualificato, che non parla l'inglese e che non sa gestire macchinari e strumentazione altamente pericolosa. E visto che il supervisore era lui, ha deciso di abbandonare piuttosto che dirigere personale non adatto alle mansioni da svolgere.

"Quando arrivano lavoratori che non sono qualificati e' solo una questione di tempo prima che qualcuno ci lasci le penne". 

"Siamo arrabbiati e sconvolti" gli fa eco il suo collega Johnny Demosten in rifermiento al fatto che molti degli stranieri sui siti canadesi non conoscono le segnalazioni relatuve all'uso di macchinari e gru e che spesso improvvisano, portando a sfiorare scoppi e di incidenti.

L'impianto Husky Alba, a 60 km da Fort Mc Murray, nello stato dell'Alberta, appartiene alla Husky Energy, un colosso petrolifero canadese. La Saipem e' diventata il contrattore generale per la costruzione dell'impianto e ha portato qui circa 344 operai stranieri. Non solo molti di questi non sono qualificati a svolgere i lavori, ma il progetto e' in ritardo e i costi hanno sfondato i preventivi.

Gia' ad ottobre 2013 era emerso che la Saipem aveva licenziato 270 lavoratori canadesi per rimpiazzarli con lavoratori stranieri - messicani, indiani, portoghesi e irlandesi,

Uno degli ispettori Ryan Slade, dice "All'inizio pensavamo di essere parte di qualcosa di grande, adesso invece siamo solo parte del casino." Ryan Slade dice di avere allertato piu' volte i manager in merito ai vari errori commessi da questi operai non qualificati, e alla loro pericolosita'. Per tutta risposta, i manager della Saipem gli hanno detto di smetterla: 'Guarda, noi gia' lo sappiamo - non segnalare piu'"

La Saipem dice che non puo' commentare ma che il tutto e' "fuorviante". Sottolineano che l'85% dei lavoratori e' canadese e che il suo record di sicurezza e' buono o sopra la media del settore.

La portavoce della Saipem Erika Mandraffino dice che la sicurezza "e' una priorità nel sito Alba" e che la Saipem presta continua attenzione alla "sicurezza e alla formazione di tutti i lavoratori". Dice anche che la Saipem rifiuta "qualsiasi rivendicazione di qualsiasi correlazione tra le presunte violazioni di sicurezza e qualsiasi gruppo di lavoratori che abbiamo sul sito del progetto."

Molti stranieri sono arrivati in Canada senza certificazioni necessarie.  Secondo la legge, hanno un anno di tempo per ottenere queste certificazioni, con degli appositi test. Les Jennings, il fabbro che si e' licenziato, dice pero' che secondo lui, questi lavoratori -- test o non test -- non sono minimamente al livello di un canadese. Lui li metteva a spalare la neve, perche' di meglio non potevano fare.

Jennings e' particolarmente arrabbiato con la Saipem, perche' sebbene lui avesse specificato che 15 lavoratori non fossero qualificati, la Saipem lo stesso ha dato loro la certificazione, usando il nome e il cognome di Les Jennings come supervisore che approvava.

 
La Saipem si e' poi scusata, dicendo -- in un sms a Jennings! -- che era stato un errore.

Ma anche quando fanno il test, la maggior parte dei lavoratori stranieri non riesce a superarlo, per mancanza di competenza tecnica o perche non conosce l'inglese. Invece che essere rimandati a casa, restano sul posto di lavoro pero'. Semplicemente chiedono di rifare il test, allungando i tempi di permanenza di gente non qualificata.  E questo e' confermato anche dai vari sindacati di categoria. 
   
Jennings parla anche di operai portoghesi e polacchi che hanno preso il posto di operai canadesi, in Canada.
 

Ora, e' evidente che il nord America e' stato costruito sull'immigrazione, e non credo che nessuno sia arrabbiato contro gli stranieri in generale, ma ci sono delle regole da seguire, e non e' che ciascuno - Saipme inclusa - puo' fare un po come gli pare.

Le leggi Canadesi (e Americane) sono infatti chiare: puoi portare lavoratori dall'estero nel paese solo se non riesci a trovare personale qualificato in loco. E' per questo che e' praticamente impossibile venire a lavorare (legalmente) nei paesi del Nord America senza un titolo di studio avanzato, o senza l'impegno di investire capitale nel paese per creare occupazione per canadesi e americani (non mettere in banca, investire per creare lavoro). Negli USA il capitale richiesto e' di un milione di dollari, la meta' in zone rurali. E' piu' facile passare per l'univerisita' o sposarsi che non venire qui a fare il ragioniere per esempio.

Per portare questi stranieri in Canada, quindi, la Saipem avrebbe dovuto dare prova al governo federale di non poter trovare personale canadese qualificato per i suoi impianti in Alberta. E ci hanno provato. Ma il governo non gli ha creduto. L'agenzia governativa "Occupazione e Sviluppo Sociale Canada " (Employment and Social Development Canada) ha infatti respinto ben nove richieste consecutive della Saipem dicendo che la ditta non era riuscita a dimostrare che c'era mancanza di personale canadese.

Ma Saipem ha trovato altre strade - la proverbiale arte di arrangiarsi.

Ha fatto emigrare alcuni dei suoi lavoratori usando un cosiddetto visto per "trasferimento intra aziendale."

Altri sono invece arrivati con dei progetti sperimentali di immigrazione di personale altamente specializzato in cui non era necessaria l'approvazione federale. Il programma è stato appena cancellato e i visti potrebbero essere revocati, come successo in altri casi in cui sono stati concessi sulla base di false dichiarazioni.

Come detto in cima a questo articolo, non e' la prima volta che la Saipem e la sicurezza stridono. Anche da questa pagina abbiamo ricordato la storia delle false certificazioni Saipem. Non e' successo niente, che io sappia. In Canada invece appena queste accuse sono diventate pubbliche,  la Alberta federation of Labor ha chiesto una indagine approfondita sull'uso di lavoratori stranieri da parte della Saipem nel sito Husky Alba.

Ma la Sapiem ci e’ abituata a lavorare un po libertinamente. Qui la piattaforma Scarabeo 8 incrinatasi nei mari di Norvegia per “mancanza di competenza" mentre invece qui la piattatforma Perro Negro capovoltasi in Angola e qui infine la piattaforma Scarabeo 5 in fiamme a Rotterdam. Il tutto nel giro di due anni.

Wednesday, September 10, 2014

Assoil School: per i petrolieri Viggiano e' un esempio di sviluppo sostenibilie






Viggiano, anomalie di funzionamento di tutti i giorni


Dopo ENI scuola, si passa as Assoil school.

Nomi, sigle, inglesismi per dire una cosa sola: come possiamo fare il lavaggio del cervello alla gente che le trivelle sono cosa buona e giusta?

Beh ecco, quelli di Assomineraria si sono inventati appunto la ASSOIL School che sta per "Advanced Skills for Services in Oil & Gas Industry School", cioe' scuola per le competenze avanzate nei servizi per gas e petrolio.

Questa importantissima scuola e' stata fondata nel nel gennaio 2011 ed ha sede a Viggiano, Potenza.

Si organizzano qui "percorsi formativi per l’indotto upstream" con l’obiettivo di trasferire "know-how a risorse occupate e non" e per "formare e/o riqualificare personale proprio" o per "attingervi risorse con competenze funzionali allo sviluppo delle loro offerte di Servizi al mercato locale, nazionale ed internazionale"

Ancora: 

Il Centro potrà ampliare il proprio intervento per offrire percorsi formativi specialistici (per esempio su prevenzione e sicurezza) e di alto livello a risorse umane italiane e straniere interessate ad esperienze tecnologiche ed industriali avanzate, ponendo così le basi per un’affermazione a lungo termine della sua funzione. 

E ancora:

I corsi del centro saranno aperti alle imprese dei soci fondatori e ad altre imprese interessate.
L’Associazione è impegnata a sviluppare il progetto formativo nei prossimi anni, con l’ambizione di costituire un polo culturale e di sapere in grado di attrarre partecipazioni anche estere.


Cioe' invece di puntare agli stranieri che vengono in Basilicata a vederne le bellezze, e a respirarne l'aria pulita,  qui si e' ben fieri del portare i trivellanti da mezzo mondo ad imparare come distrugger meglio il pianeta!

E ovviamente come mai potra' una scuola del genere non avere lo stampo di approvazione della regione Basilicata, che poco ci manca e Marcello Pittella gli mette pure il tappeto rosso e i petali di rosa ai piedi dei petrolieri?

E infatti, tutti gingillanti, quelli dell'Assoil school riportano che ad Agosto di quest'anno la Regione Basilicata gli ha dato un riconoscimento ufficiale come Organismo di Formazione Accreditato,
evidentemente perche' la Assoil school  "conferma di essere in linea con gli standard riguardanti la normativa nazionale in ambito formativo".

Cioe' uno dice: io vado all'universtia' a studiare archiettura, farmacia o fisica. E altri diranno io vado a studiare al "polo culturale" di Viggiano dove fanno esempi di sviluppo virtuoso.

Chissa' se anche le fiammate periodiche dal centro oli siano parte di questo sviluppo virtuoso.

Come sempre, basta crederci e magicamente tutto si avvera.