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Friday, November 21, 2014

Scoppio di piattaforma in Louisiana - 1 morto, 3 feriti


Qui la Mariner Energy, scoppiata nel 2011 per lo stesso motivo della piattaforma scoppiata ieri


I quattro malcapitati, di cui uno morto ed un altro in condizoni gravi, erano operai della Turkey Cleaning Services, specializzata nel pulire piattaforme. Il proprietario della concessione e' la Fieldwood Energy. Gli operai stavano pulendo un heater-treater, una apparecchiatura che serve per separare acqua da idrocarburi.

Non e' la prima volta che accadono incidenti in fase di pulizia di piattaforme: gia' nel 2011 ci fu incidente simile in una piattaforma a 100 miglia da riva, sempre in Louisiana. Le immagini che si vendono in alto sono relative a quell'evento. In quel caso l'heater-treater collasso' a causa dell'alta temperatura e della corrosione, causando uno scoppio.

Il pozzo scoppiato ieri non era in produzione, e quindi, assicura la Fieldwood, tutt'apposto perche' l'incidente c'e' stato durante la fase di manutenzione.

Mmh. Ma anche i pozzi non in produzione possono causare problemi - il pozzo Macondo, quello della BP, del 2010, non era neanche lui in produzione, stavano ancora cementificando il pozzo, per chiuderlo! Quindi, produzione o non produzione, l'inquinamento sempre puo' esserci. Non sappiamo, e non ci sono ancora immagini.

Quel che sappiamo e' che nel golfo del Messico ci sono 27,000 pozzi abbandonati, qualuno da 70 anni, nessuno controlla e non si sa se, cosa e quanto perdano.

Evviva il petrolio.

Thursday, November 20, 2014

Il discorso di Obama alla nazione sull'immigrazione

Prima che la stampa italiana faccia i ricami su questo discorso, eccolo.

Notare Obama che parla dell'espulsione immediata di chi non rispetta le leggi, di maggiori sorveglianze sul confine e del pagamento delle tasse. Parla di permessi temporanei, parla di speranza, parla di umanita', parla di corsie preferenziali per chi ha talenti e professionalita', parla di seguire le regole.

Ogni tanto mi capita di parlare con altri stranieri che sono qui negli USA e mi rendo conto di quanto io sia stata fortunata ad essere nata qui.

Ecco il discorso di Obama, 20 Novembre 2014

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Cari americani, questa sera vorrei parlare con voi di immigrazione. Per più di 200 anni, la nostra tradizione di accoglienza di immigrati provenienti da tutto il mondo ci ha dato un enorme vantaggio su altre nazioni.

Ci ha tenuti giovani, dinamici e imprenditoriali. Ha plasmato il nostro carattere di popolo con possibilità illimitate. Di gente non limitata dal suo passato, ma in grado di reinventarsi come meglio crede.

Oggi, il nostro sistema di immigrazione è rotto, e tutti lo sanno.

Le famiglie che entrano nel nostro Paese nel modo giusto e che giocano secondo le regole vedono gli altri non rispettare le regole. I proprietari delle aziende che offrono buoni stipendi e benefici vedono la concorrenza sfruttare gli immigrati senza documenti per pagarli molto meno. Tutti noi ci sentiamo offesi da chi raccoglie i frutti della vita in America senza assumersi le responsabilità della vita in America. E gli immigrati privi di documenti che disperatamente vogliono abbracciare queste responsabilità non vedono altra scelta che rimanere nell'ombra, altrimenti le loro famiglie rischiano di essere spaccate

E 'stato così per decenni. E per decenni non abbiamo fatto molto. Quando ho assunto l'incarico da presidente, mi sono impegnato a cercare di aggiustare il sistema di immigrazione rotto. E ho cominciato facendo quello che ho potuto per proteggere i nostri confini.

Abbiamo oggi abbiamo più agenti e tecnologia per garantire il nostro confine meridionale rispetto a qualsiasi altro momento della nostra storia. E nel corso degli ultimi sei anni gli attraversamenti illegali delle frontiere sono stati tagliati di oltre la metà.

Anche se questa estate ci fu un breve picco di minori non accompagnati dai genitori arrestati al nostro confine, il numero di questi bambini è in realtà inferiore a quello che è stato in quasi due anni.

Nel complesso il numero di persone che cercano di attraversare illegalmente il nostro confine è al suo livello più basso dal 1970.

Questi sono i fatti.

Nel frattempo, ho lavorato con il Congresso su una correzione completa. E l'anno scorso 68 democratici, repubblicani e indipendenti si sono riuniti per approvare una legge bipartisan al Senato. Non è stato un tentativo perfetto. E 'stato un compromesso.


Ma riflette il senso comune. Sarebbe raddoppiato il numero di agenti della polizia di frontiera, dando agli immigrati privi di documenti un percorso per la cittadinanza, se hanno pagato una multa, hanno iniziato a pagare le tasse e si sono messi dietro l'ultimo della fila. E gli esperti indipendenti hanno detto che cio' fara crescere la nostra economia e ridurre il nostro deficit.

Se la Camera dei Rappresentanti avesse permesso questo tipo di disegno di legge con un semplice voto sì o no, sarebbe passato con il supporto di entrambe le parti. E oggi sarebbe la legge. Ma per un anno e mezzo la i leader repubblicani alla Camera hanno rifiutato di permettere che ci fosse quel semplice voto.

Ora, io continuo a credere che il modo migliore per risolvere questo problema è quello di lavorare insieme per far approvare questa legge si buon senso. Ma finché questo non accade, ci sono azioni che ho l'autorità legale di prendere come presidente, ed e' lo stesso tipo di azioni intraprese da presidenti democratici e repubblicani prima di me, che aiuteranno a rendere il nostro sistema di immigrazione più equo e più giusto.

Stasera sto annunciando quelle azioni.

Innanzitutto, noi continueremo a lavorare per proteggere i nostri confini con risorse aggiuntive per le nostre forze dell'ordine in modo che queste possano arginare il flusso di attraversamenti illegali e accelerare il ritorno di coloro che attraversano la frontiera illegalmente.

In secondo luogo, rendero' più facile e più veloce, per gli immigrati altamente qualificati, laureati e imprenditori, di rimanere e contribuire per la nostra economia, come tanti imprenditori hanno proposto.

In terzo luogo, prenderemo provvedimenti per affrontare in modo responsabile la situazione di milioni di immigrati clandestini che hanno già vivono nel nostro Paese.

Voglio dire di più su questo terzo punto, perché e' quello che genera più passione e polemiche. Anche se siamo una nazione di immigrati, siamo anche una nazione di leggi. I Lavoratori privi di documenti hanno infranto le nostre leggi sull'immigrazione, e credo che devono essere ritenuti responsabili, in particolare quelli che possono essere pericolosi.

È per questo che nel corso degli ultimi sei anni deportazioni di criminali sono aumentati dell'80 per cento, ed è per questo che stiamo concentriamo le risorse di polizia sulle minacce reali alla nostra sicurezza. Contro i criminali, non contro le famiglie. I criminali, non i bambini. I membri di bande malavitose, non una mamma che sta lavorando duramente per dar da mangiare ai suoi figli. Ci porremo delle priorità, così come fa la polizia fa ogni giorno.

Ma anche se ci concentriamo sulle deportazioni di criminali, il fatto è che milioni di immigrati in ogni stato, di ogni razza e nazionalità, vivono ancora qui illegalmente.

Cerchiamo di essere onesti, rintracciare, arrestare e deportare milioni di persone non è realistico. Chi dice il contrario non è sincero. Non è neanche ciò che siamo come Americani.

Dopo tutto, la maggior parte di questi immigrati sono qui da molto tempo. Lavorano spesso in lavori difficili, eseguendo lavori umili. Sostengono le loro famiglie. Pregano nelle nostre chiese. Molti dei bambini sono americani o hanno passato la maggior parte delle proprie vite qui. E le loro speranze, i sogni, e il loro patriottismo sono proprio come i nostri.

Come il mio predecessore, il presidente Bush, ha detto una volta, sono parte della vita americana.

Ora qui e' il punto. Ci aspettiamo che le persone che vivono in questo paese seguano le regole. Ci aspettiamo che coloro che hanno imbrogliato non vengano ingiustamente premiati. Quindi offriamo il seguente accordo: se sei in America più di cinque anni. Se hai dei bambini che sono cittadini americani o residenti legali. Se ti registri, passi un controllo dei tuoi precedenti penali e sei disposto a pagare la tua giusta quota di tasse, sarai in grado di far domanda per a rimanere in questo paese in modo temporaneo, senza timore di essere espulso. È possibile uscire dall'ombra e mettersi a posto con la legge. Questo è ciò che offro.


Ora cerchiamo di essere chiari su ciò che questa proposta non è. Questo accordo non si applica a chi è venuto in questo paese di recente. Non si applica a chiunque voglia venire in America illegalmente in futuro. Non concede la cittadinanza o il diritto di stare qui in modo permanente, ne offre gli stessi vantaggi che i cittadini ricevano. Solo il Congresso può fare questo. Tutto quello che stiamo dicendo è che non vi deporteremo.

So che alcuni dei critici la chiamano amnistia. Beh, no. L'amnesia è il sistema di immigrazione che abbiamo oggi. Milioni di persone che vivono qui senza pagare le tasse e che non seguono le regole, mentre i politici usano la questione per spaventare la gente e aumentarsi i voti al momento delle elezioni. Questo è il vero condono, lasciando questo sistema danneggiato così com'è. L'amnestia di massa sarebbe ingiusta. La deportazione di massa sarebbe impossibile e contraria al nostro carattere.

Quello che sto descrivendo è il prendersi delle responsabilità. Un approccio di buon senso. Se si soddisfano i criteri, si può uscire dall'ombra e mettersi a posto con la legge. Se sei un criminale, verrai espulso. Se avete intenzione di entrare negli Stati Uniti illegalmente, le vostre probabilità di essere scoperti e rinviati a casa aumenteranno.

Le azioni prese non solo sono lecite, ma sono il tipo di azioni intraprese da ogni presidente repubblicano e ogni presidente democratico degli scorsi 50 anni.

E a quei membri del Congresso che mettono in dubbio la mia autorità per rendere il nostro sistema di immigrazione piu' funzionale o che vogliono mettere in discussione il fatto che io agisca quando il Congresso non ci è riuscito, ho una risposta: passatelo voi un disegno di legge. Voglio lavorare con entrambe le parti per passare ad una soluzione legislativa più permanente. E il giorno in cui firmero' questa legge, le azioni che prendo oggi non saranno più necessarie

Nel frattempo, non lasciate che un disaccordo su una singola questione sia una garanzia di insuccesso su ogni questione. Non è così che funziona la nostra democrazia, e il Congresso non dovrebbe chiudere il nostro governo di nuovo solo perché non siamo d'accordo su questo tema.

Gli americani sono stanchi dello stallo. Ciò che il nostro paese ha bisogno in questo momento è uno scopo comune, uno scopo più alto. La maggior parte degli americani sono a favore di riforme simili a quelle di cui ho parlato questa sera, ma so che ci saranno disaccordi fra molti di voi a casa stasera.

Milioni di noi, me compreso, possono guardare indietro di generazioni di antenati in questo paese, che hanno lavorato scrupoloso per diventare cittadini. Quindi, non ci piace l'idea che chiunque possa ottenere uno stampo gratuito per la cittadinanza americana.

So che alcuni di noi saranno preoccupati che l'immigrazione cambierà ciò che siamo, o che gli immigrati prenderanno i nostri posti di lavoro, o che questa legge e' un bastone dato alle famiglie della classe media in un periodo in cui già si sentono di essere stati trattati ingiustamente. Conosco queste preoccupazioni, ma non è questo che i miei provvedimenti porteranno.

La nostra storia ed i fatti dimostrano che gli immigrati sono una aggiunta in positivo per la nostra economia e la nostra società. E credo che sia importante che tutti noi affrontiamo questo dibattito lo facciamo senza attacchi personali.

Perché oltre tutto il tira-molla a Washington, dobbiamo ricordare che questo dibattito riguarda qualcosa di più grande. Si tratta di ciò che siamo come paese e che vogliamo essere per le generazioni future.

Siamo una nazione che tollera l'ipocrisia di un sistema in cui i lavoratori che raccolgono la nostra frutta e rifanno i nostri letti non hanno la possibilità di mettersi a posto con la legge? O siamo una nazione che dà loro la possibilità di fare ammenda, assumersi la responsabilità, e dare ai loro figli un futuro migliore?

Siamo una nazione che accetta la crudeltà di strappare i bambini dalle braccia dei genitori, o siamo una nazione che valorizza le famiglie e lavora insieme per tenerli insieme? Siamo una nazione che educa i migliori e i più brillanti nelle nostre università solo per mandarli a casa per creare imprese in paesi che competono contro di noi, o siamo una nazione che li incoraggia a rimanere e creare posti di lavoro qui, creare imprese qui, creare industrie del mondo proprio qui in America?

Questo è il cuore di questo dibattito.

Abbiamo bisogno di qualcosa di piu' che la politica spiccia quando si tratta di immigrazione. Abbiamo bisogno di un dibattito motivato, premuroso, compassionevole, che si concentri sulle nostre speranze, non sulle nostre paure. So che la politica su questo problema e' complicata, ma lasciate che vi dica il motivo per cui sono sono così appassionato su questo tema.

Negli ultimi anni ho visto la determinazione dei padri immigrati che lavorano due o tre lavori mestieri senza prendere un centesimo da parte del governo, e che sono a rischio ogni momento di perdere tutto solo per dare una vita migliore ai oro figli. Ho visto il cuore spezzato e l'ansia dei bambini le cui madri potrebbe essere portati via  solo perché non avevano le carte giuste. Ho visto il coraggio di studenti che fatta eccezione per le circostanze della loro nascita sono americane tanto quanto Malia e Sasha,  studenti che coraggiosamente dicono di essere senza documenti nella speranza di poter fare la differenza nel paese che amano.

Queste persone, i nostri vicini, i nostri compagni di classe, i nostri amici, non vengono qui in cerca di scorciatorie o di una vita facile. Sono venuti a lavorare, e studiare e servire nel nostro esercito. E, soprattutto, per contribuire al successo americano.

Domani saro' a Las Vegas e incontrare alcuni di questi studenti, tra cui una giovane donna di nome Astrid Silva. Astrid è stata portata in America quando aveva 4 anni. I suoi unici beni erano una croce, la sua bambola, e la gonna svolazzante che aveva addosso. Quando ha iniziato la scuola, non parlava inglese. Ha recuperato leggendo i giornali e guardando PBS. E poi è diventata una brava studente. Suo padre lavorava nel giardinaggio. Sua madre puliva la casa d'altri. Non hanno permesso ad Astrid di far domanda in una scuola avanzata per studiare tecnologia, non perché non le volessero bene, ma perché avevano paura che scoprissero il suo stato di bambina senza documenti. Astrid ha fatto domanda da sola, senza dierglielo, ed e' entrata lo stesso.

Ha vissuto a lungo nell'ombra, finche' sua nonna, che la visitava ogni anno dal Messico, è morta, e lei non e' potuta andare al funerale senza il rischio di essere scoperta e deportata. E 'stato in quel periodo ha deciso di lavorare per se stessa e per gli altri come lei. E oggi Astrid Silva e' una studente universitaria.

Siamo una nazione che butta fuori un immigrata speranzosa come Astrid?

O siamo una nazione che trova il modo di accoglierla? Il Vangelo ci dice, noi non opprimere un estraneo, perché conosciamo cosa significhi essere forestieri. Eravamo forestieri anche noi una volta.

Cari americani, siamo e sempre saremo una nazione di immigrati. E se i nostri antenati erano forestieri che hanno attraversato l'Atlantico, o il Pacifico o il Rio Grande, noi siamo qui solo perché questo paese li ha accolti e gli ha insegnato che essere americano è di qualcosa di più di quello che sembriamo o di come suonano i nostri cognomi, o della religione che abbiamo. Ciò che ci rende americani è il nostro impegno comune per un ideale, che tutti siamo stati creati uguali, e che tutti abbiamo la possibilità di fare delle nostre vite ciò che vogliamo. Questo è il paese dei nostri genitori,  che i nostri nonni e le generazioni prima hanno costruito per noi. Questa è la tradizione che dobbiamo difendere.

Questa è l'eredità che dobbiamo lasciare per coloro che sono ancora a venire.

Grazie. Dio vi benedica. E Dio benedica questo paese che amiamo.

Wednesday, November 19, 2014

Sud Africa: il piu grande impianto solare del continente








Si chiama Jasper solar farm e si trova vicino la citta' di Kimberley in South Africa. Da Ottobre 2014, quando e' entrato in produzione, e' il piu' grande impianto solare dell'intero continente. Ha una capacita' di 96 MegaWatts e produrra' circa 180,000 megawatt-ora di energia pulita all'anno per il Sud Africa.  Energia per 80mila case.

E Japser non e' sola. Non lontano c'e' un altro progetto, detto Redstone, dove si usera' fotovoltatico concentrato per costruire una centrale solare da 100 MegaWatts. Nella zona c'e' anche il progetto Lesedicon 75 MegaWatt che e' diventato operativo a Maggio 2014.

Da Jasper ci sono stati 800 posti di lavoro. Lo scopo del Sud Africa e' di arrivare alla produzione di 18 GigaWatt di energia entro il 2030 - alla fine il sole non gli manca!

Il progetto e' stato sviluppato da un consorzio fatto da investiori sud Africani e stranieri che includono SolarReserve, the Kensani Group e Intikon Energy. Queste due sono sudafricane. Ha partecipato anche Google, the Public Investment Corporation, PEACE Humansrus Community Trust e la Rand Merchant Bank. Hanno speso circa il 45% del capitale investito su persone e materiale in loco.

Il progetto e' ora funzionale.

Lo so anche io che e' meglio sempre avere energia sui tetti delle case, ma se devo scegliere fra un campo di petrolio ed un campo solare nel deserto di un paese con mille altre difficolta', e' chiaro cosa preferisco.





Monday, November 17, 2014

Lo scoppio di Bordolano dell'Istituto Luce, 1952





A me piace molto la storia recente e  vedere e sentire il "come eravamo". Ecco allora un filmato-reperto storico del 23 Aprile 1952 che mi manda Ezio Corradi dalla Lombardia con lo scoppio del pozzo AGIP n. 2 di Bordolano - la "notte infernale" della pianura padana. Il video e' tratto dagli archivi dell'istituto Luce della "Settimana INCOM".

Ce ne sono altri, con il tono rassicurante e spettacolare dell'istituto Luce. Come dire, c'e' un incendio che dura per tre settimane, non si sa come andra' a finire, ma noi siamo sempre qui trionfali. Era un altro tempo - e la speranza pervadeva tutto, anche questi video.

La cosa triste e che e' qui, oggi, la Stogit ha costruito impianti di stoccaggio del gas.

Come si puo' sentire nei video dell'Istituto Luce si parla di

"Peggio che un vulcano in eruzione" - "l'inferno dura da tre settimane" - "250 chilogrammi di tritolo per cercare di spegnerlo" - "uomini in corazze di amianto" - "fuoco anche dai condotti laterali scavati per l'esistinzione" - "degna di stare al confronto con le piu' potenti esplosioni del mondo!"

Qui ancora: 

"Fiamme di 80 metri" - "rossore per un raggio di 40 chilometri" - "piu grande pozzo metanifero d'Europa" - "2000 metri di profondita'" -  "200 atmosfere" - "soffocare l'eruzione con masse di fango" - "immenso il danno" - "materiale fuso e semifuso" -  "carro armato con catene ad arpioni" -  "per parecchi mesi  qui intorno restera' il deserto" - "esalazioni"

E ancora:

"Una lingua di fuoco", "curiosi ed impauriti gli abitanti" - "invano tentativi di imbrigliare il fuoco"
- "stato di allarme continua da giorni e notti" -  "illumanete da una grande vampa" -  "l'infuocato abbraccio fra le viscere della terra e il cielo".

Chi l'ha spento? Il solito domatore di fuochi Myron Kinley che aveva spento anche l'incendio di Ragusa, nello stesso periodo. Lo chiamavano "gamba de legn"

Qui l'articolo di Cremona Oggi che racconta la storia di piu di 60 anni fa.

Sunday, November 16, 2014

Rosario Crocetta e il sogno da 500 milioni



Secondo Crocetta, il governatore della Sicilia, le trivelle porteranno 
500 milioni l'anno nelle casse regionali.

Finora gli introiti sono stati di 1.5 milioni l'anno.
Per il resto d'Italia al massimo sono stati 400 milioni l'anno.

Crocetta dunque sogna che le trivelle porteranno piu' soldi alla Sicilia
che a tutto il resto d'Italia, e che aumenteranno del 33,000%

Sogni d'oro, governatore Crocetta!














Crocetta dice che i petrolieri daranno ai siciliani 500 milioni l'anno, beh, 
finora hanno versato al massimo 1.7 milioni di euro l'anno!


Dove li ha tirati fuori quei numeri Crocetta?


Perche' "La Sicilia" pubblica numeri
a casaccio senza controllare?


Caro Crocetta, da ex sindaco di Gela lei dovrebbe
sapere meglio di tutti che la petro-elemosina che
i petrolieri versano alla Sicilia sono solo fumo
negli occhi e che tutto il petrol-dolore di Gela, delle sue mamme
e dei suoi bambini non ha prezzo.   


Anno 2012

Totale versato euro 333.582.602,81 euro di cui:

170.551.185,05 euro destinate a tutte le regioni; di questi

1.734.014,97 euro sono della Regione Sicilia al netto delle concessioni rilasciate dallo stesso Ente (cioè le concessioni a terra)



Anno 2013

Totale versato euro 420.071.672,27 euro di cui:

195.374.521,41 euro destinate a tutte le regioni; di questi

1.491.595,94 euro sono della Regione Sicilia al netto delle concessioni rilasciate dallo stesso Ente (cioè le concessioni a terra)


Anno 2014

Totale versato euro 371.626.530,65 euro di cui:

182.414.623,83 euro destinate a tutte le regioni; di questi

1.515.434,86 euro sono della Regione Sicilia al netto delle concessioni rilasciate dallo stesso Ente (cioè le concessioni a terra)


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I sogni di Crocetta

Grazie a Mike il Cavaliere

Secondo l’articolo 826 del Codice Civile, in Italia, i giacimenti di idrocarburi sono “patrimonio indisponibile” dello Stato che non si impegna direttamente nella ricerca e nel loro sfruttamento, ma che lascia in concessione ad imprese private.
Una società petrolifera titolare di una concessione di coltivazione di idrocarburi è quindi soggetta al rispetto dei programmi di lavoro, al pagamento di canoni proporzionati alla superficie coperta dai titoli minerari e al pagamento di royalties proporzionate alle quantità di idrocarburi prodotte. 
Le royalties sono calcolate rispetto a dove il giacimento si trova e a cosa si estrae. Per tutte le concessioni c’è una quota di esenzione: ad esempio le prime 50mila tonnellate di petrolio estratte in mare non sono soggette a royalties, che sono del 4% per tutto ciò che viene estratto in eccesso rispetto a quel limite. I petrolieri, e i politici che gli sono amici, parlano spesso di royalties strabilianti versati alle comunità locali, riflettendo miraggi di improbabili El Dorado.

E così succede che su La Sicilia del 14 novembre 2014 compaia un’intervista al Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta riguardo il recente voto dell’Assemblea Regionale Siciliana, promosso dal M5S, in cui l’Assemblea stessa si dichiara contraria alle trivellazioni nell’isola sia in terra che in mare. Crocetta dichiara che non può “esserci incompatibilità tra progresso e ambiente”, che gli ambientalisti sono “pronti a dire no a tutto” e, commentando il voto dell’Ams, dice “Dico che è una follia. Dico che la Sicilia perderebbe di guadagnare 500 milioni l’anno di royalties con cui si potrebbe risanare il bilancio e creare nuovi posti di lavoro”.

Ma davvero Crocetta crede che la Sicilia con questo voto perderebbe 500 milioni di euro l’anno in royalties? Nessuno ha la sfera di cristallo, e nessuno può sapere se la Sicilia in futuro guadagnerà 500 milioni di euro l’anno dalle trivelle. Non è la prima volta che si dice che la Sicilia guadagni milioni e milioni di euro dalle royalties, e allora cerchiamo di verificare quanto abbia guadagnato finora la Sicilia dalle trivelle. Basta solo andare sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico i cui dati vengono aggiornati trimestralmente. Chi meglio dello Stato può sapere quanto lui stesso incassi?

Ed eccoli i dati, riferiti al gettito delle royalties effettivamente versate dai petrolieri nelle ultime tre annualità con i totali delle somme versate, l’aliquota totale versata alle Regioni, nonché i versamenti effettuati per ciascuna Regione. Per la Regione Sicilia non compaiono i dati sulle royalties provenienti dalle concessioni rilasciate a terra, che non solo non sono resi pubblici dall’Unmig (Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse), ma neanche dall’Urig (Ufficio Regionale per gli Idrocarburi e la Geotermia) dal cui sito non è possibile ricavare alcuna informazione aggiornata. Quindi tutte le considerazioni seguenti sono da farsi ricordando che mancano i dati sulla Regione Sicilia a terra. Ecco.

Il totale versato dai petrolieri, per l’anno 2012 è stato di circa 334 milioni di euro, di cui 167 milioni destinati alle Regioni, di cui 1,7 milioni alla Sicilia, al netto delle concessioni a terra. Per l’anno 2013 il totale versato dai petrolieri è stato di circa 420 milioni, di cui 195 milioni alle Regioni, di cui 1,5 milioni alla Sicilia, al netto delle concessioni a terra. E infine, per l’anno 2014 il totale versato dai petrolieri è stato di 372 milioni di euro, di cui 182 alle Regioni, di cui 1,5 milioni alla Sicilia, al netto delle concessioni a terra.

Da dove vengono allora i dati di Crocetta, così celermente ripresi da La Sicilia senza neanche controllarli, secondo i quali la Regione Sicilia corre il rischio di perdere 500 milioni di euro all’anno? Se finora la Sicilia ha preso di 1,5 milioni di euro per le concessioni a mare e il gettito complessivo in tutta Italia (Stato, Regioni, Comuni, Fondo riduzione prezzo carburanti) si aggira, quando va bene, sui 400 milioni di euro; come fa la Sicilia a perderne 500 l’anno? Praticamente Crocetta pensa che le nuove trivelle in Sicilia faranno guadagnare all’isola più di tutta l’Italia messa assieme moltiplicando oltre 30 volte quello che in realtà la Regione attualmente riceve per le concessioni a mare?

Tornando con i piedi per terra invece, se uno prende i circa 1,5 milioni di euro che arrivano alla Sicilia e divide questa cifra per i 5 milioni di residenti della Sicilia emerge che le concessioni attuali fruttano 30 centesimi l’anno a ciascun residente dell’isola. E con 30 centesimi di euro non ci si compra neanche un caffè da distributore automatico.

Ma credo che a tutti piacciano le persone che sognano, pensano in grande, e che guardano al futuro con ottimismo. Chissà magari nei mari di Sicilia c’è veramente l’El Dorado del petrolio, e allora perché non sognare?

Speriamo solo che quando Crocetta si sveglierà dai suoi sogni voglia comunicare all’Unmig il gettito delle royalties versate per le concessioni a terra o, meglio ancora, che faccia funzionare gli uffici dell’Urig in modo da permettere a tutti i siciliani di sognare come lui.

Saturday, November 15, 2014

Trivelle alle Canarie - Greenpeace, Lanzarote e la 23 enne italiana



Lanzarote - nella morsa dei trivellanti della Repsol, isole Canarie, Spagna

Io non so cosa dire, se non chiedermi nella mia ingenuita' perche' deve esistere una societa' in cui niente e' sacro. Neanche due fra le isole piu' selvaggie delle Canarie - Fuerteventura e Lanzarote -  e perche' anche ci si pensi a trivellarle.

Ma quali che siano i malsani motivi che hanno portato il governo spagnolo a permettere ai petrolieri spagnoli della Repsol di distruggere questo piccolo paradiso terrestre, le conseguenze sono in questo drammatico video, in cui una attivista di Greenpeace, italiana fra l'altro, cade in mare durante la protesta e si rompe una gamba.

La manifestazione c'e' stata oggi 15 Novembre. La barchetta di Greenpeace, chiamata Arctic Sunrise, arriva sul sito trivellando prima che arrivasse una delle navi dei petrolieri per fare una protesta pacifica. La polizia gli dice di andarsene. Loro rispondono che sono pacifici e che vogliono solo proteggere il mare. La polizia scambia altre comunicazioni con loro, dicendogli ancora di andarsene. Greenpeace rifiuta. E cosi la polizia decide di intervenire.  Dal video si vede la barchetta di Greenpeace dimenarsi fra due navi enormi, con l'acqua che schizza da tutte le parti. La marina spagnola li insegue e nella foga l'attivista italiana viene scaraventata in mare, rompendosi appunto una gamba.

Io non so cosa dire se non che questi non sono i miei metodi, ma allo stesso tempo occorre riconoscere che a mali estremi, estremi rimedi. E' da tanto che i residenti protestano e si oppongono, ma il governo spagnolo e' sordo, e forse se non ci fosse stato questo gesto, molte meno persone avrebbero saputo delle trivelle alle Canarie, come pure dei misfatti della Shell in Artico o delle trivelle in Sicilia.

Ecco il video che si apre con Greenpeace che promette che si tratta di una protesta pacifica.






Prima dell'attacco della nave della polizia spagnola, Greenpeace ha comunicato con loro, e gli ha ricordato che sono pacifici, e che il loro dovere e' di porteggere l'ambiente e che non possono stare a guardare. Chiedono che vengano protette le persone e l'ambiente e non i petrolieri.

Come detto, non sono i miei metodi - anche perche' avrei paura! - ma ammiro la dedizione e l'impegno. Alla fine, a modo suo si tratta di una guerra, e tutti combattiamo come possiamo. E' a monte il problema: a chi le pensa queste cose, e a chi decide che un paradiso naturale sia da dare in pasto a ditte irreponsabili e che pensano solo al portafoglio.


La barchetta che hanno usato e' la stessa usata nell'Artico, sequestrata dai russi per circa un anno. Questa e' la prima volta che viene usata dopo quell'evento.