Nigeria: 40 anni di disastri Shell ed ENI

Saturday, February 4, 2012

La Nigeria dimenticata, ENI e Shell intascano.



























Oil operations in the region have penetrated further
and deeper than many had supposed

Drinking water is contaminated with high levels of hydrocarbons

Public health is seriously threatened

Shell has created public health and safety issues
by failing to apply its own procedures in the
control and maintenance of oilfield infrastructure.

UN Environmental Program - UNEP
Il programma ambientale dell'ONU - Agosto 2011


In questi giorni e' stato pubblicato un libro di immagini sulla Nigeria e il petrolio: si chiama "Delta Nigeria: The rape of Paradise" a cura del fotografo George Osodi. E' da qui che sono tratte queste foto che mostrano come il petrolio abbia portato solo danni in quella nazione. Ci sono tutti a partire dalla Shell fino all'ENI e all'Agip. Ci siamo dunque noi italiani.

Della Nigeria abbiamo gia' parlato tante volte su questo blog.
Qualche giorno prima di Natale, l'ennesimo riversamento di petrolio: il piu' grande degli ultimi 13 anni, con 40,000 barili di petrolio riversati dal campo Bonga, di cui ENI e' comproprietaria al 12.5%. Il restante e' nelle mani di Shell e di altre ditte petrolifere.

Fanno 6 milioni e mezzo di litri di petrolio.

E poi, come se non bastasse, il giorno 16 gennaio 2012 un altra esplosione su una piattaforma della Chevron con due morti. Non si e' bene capita la dinamica dell'incidente, ma si parla di incendi durante operazioni di manutenzione. C'erano 213 persone sulla piattaforma.

Di tutte queste cose se n'e' parlato poco, perche' la Nigeria e' lontana e la notizia non fa rumore tanto quanto il golfo del Messico o la neve italica.

Ma non e' solo lo scoppio accidentale a fare rabbrividire, ci sono anche quelli "regolari": in Nigeria nel 2010 ci sono stati 150 riversamenti a mare separati - uno ogni 2 o 3 giorni, per un totale di 5 milioni di litri di petrolio.

5 milioni di litri, in condizioni normali, senza incidenti.

Nell'Agosto 2011 l'ONU ha diffuso un dossier sui 50 anni di petrolio in quella nazione.

Dopo 14 mesi di indagine, e 200 citta' visitate, in particolare nella regione dell'Ogoniland, gli inviati dell'ONU hanno concluso che l'Ogoni costituisce un enorme disastro ambientale: ripulirlo costera' circa 1 miliardo di dollari.

Questo perche' l'inquinamento e' globale: fiumi, fiumiciattoli, acqua da bere, terreni, mangrovie, pesca e uomini sono tutti contaminati.

Se mai si iniziasse, le operazioni di pulizia durerebbero 30 anni.

La gente soffre di cattiva salute, l'acqua e' contaminata, la pesca e' scomparsa.

In alcune zone l'acqua e' satura di idrocarburi, con concentrazioni di benzene 900 volte superiore quanto raccomandato dalle linee guide dell'ONU.

Novecento volte!

Alcune riserve acquifere mostrano strati superficiali di petrolio di circa 8 centimetri di spessore.

Alcuni pozzi di petrolio hanno subito perdite e inquinato i terreni che non sono mai stati bonificati.

La zona lagunare dell'Ogoniland e' degradata e sta scomparendo.

A causa dell'alta piovosita' della zona, l'inquinamento che non viene ripulito tempestiamente diffonde facilmente nei terreni.

Il report e' stato condotto dall'ONU su spese parziali della Shell, con forte pressioni da parte di Amnesty intenational, il cui presidente Audrey Gaughran ha dichiarato

Shell has had a terrible impact in Nigeria, but has got away with denying it for decades, falsely claiming they work to best international standards.

La Shell ha avuto un impatto terribile in Nigeria, ma e' riuscita a farla franca per decenni, con false rivendicazioni di avere lavorato secondo i migliori standard internazionali.

Ovviamente la gente protesta: oltre all'ambiente ci si lamenta di poverta', del fatto che la benzina costa troppo in un paese cosi devastato dalle trivelle, e perche' il governo e' corrotto. Tutti cercano di mangiare come possono, non solo la Shell.

Infine il triste racconto dell'inviato della BBC:

During a visit to a village in Ogoniland in 2007, I went to a small stream that gave people water for all their daily needs. The effects of oil spillage were clear. On the surface of the water there was a thin film of oil. Villages moved it with their hands before scooping water.

Villagers told me no fish had been seen in the stream for more than five years. They told me people had been killed by oil pipes exploding and others had developed health problems after inhaling fumes from burning oil well heads.

When I visited the village again in 2011, oil spillage had worsened. Villagers no longer drank water from the stream. They walked for up to four hours to get water.

Durante una visita in un villaggio dell'Ogoniland nel 2007 sono andato presso un piccolo fiume che forniva l'acqua per tutto il villaggio e per tutti i loro bisogni. Gli effetti dei riversamenti di petrolio erano chiari: sulla superficie dell'acqua c'era uno strato di petrolio. Gli abitanti la spostavano con le mani prima di prendere l'acqua.

I residenti mi hanno detto che non si erano piu' visti pesci pier piu' di cinque anni. Mi hanno detto che gente e' morta a causa di scoppi di oleodotti, mentre altri si sono ammalati dopo avere resipirato fumi tossici dai pozzi di petrolio.

Al mio ritorno nel 2011 i riversamenti erano peggiorati. I residenti non bevevano piu' l'acqua dal fiume. Camminavano per ore per andarla a prendere altrove.

La Nigeria esporta petrolio per un totale di 59 miliardi di dollari.


Fonti: CNN

Thursday, February 2, 2012

Affondiamo la Northern Petroleum - Sciacca

Sulla scia della "vittoria" contro l'Audax, ho pensato che forse potevamo rifare la stessa cosa per queste due nuove concessioni al largo della costa di Sicilia.

Non felice delle trivelle in Puglia infatti, la Northern Petroleum vuole piazzarne altre lungo il litorale di Agrigento.

Ecco qui i link per le osservazioni brevi e ancora piu brevi contro la Northern Petroleum in terra di Sicilia. Purtroppo non ho tempo, e ancora di meno per fare un lavoro certosino come le altre volte, per cui...

Le istruzioni per inviare i testi sono semplici:

1. Aggiungere dettagli personali e/o della propria esperienza di vita al mio testo base - albergatori? turisti? pescatori? amanti del mare? - in modo da non mandare al ministero testi tutti uguali. Quello che ho scritto e' solo un testo base, che si puo' mandare tal quale ma al quale e' meglio aggiungere considerazioni individuali.

2. Mettere nome, data, indirizzo. Lettere anonime non vanno bene.

3. Inviare con raccomandata a ricevuta di ritorno al

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Divisione III
Attenzione: Concessione d364 CR-AX Audax Energy
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - Roma

4. Se si ha la posta elettronica certificata si puo' mandare il tutto a

DGSalvaguardia.Ambientale@PEC.minambiente.it

come dice il Ministero dell'Ambiente dal suo sito. Chi non ha la PEC puo' richiederla da questo sito e poi dovra' andare in posta. La raccomandata a ricevuta di ritorno costa 5 euro, con la PEC e' gratis.

5. Mandare se possibile una copia anche a me, (dorsogna CHIOCCIOLA csun.edu) che mettiamo tutto nel raccoglitore comune. Questo serve solo per la cronistoria, e per referenze future. Ad esempio, qui dove abbiamo messo tutti i testi mandati contro Ombrina Mare qualche tempo fa. Se volete che mandi io al ministero tramite posta email certificata lo faccio io, anche se sarebbe meglio che ciascuno lo mandasse indipendentemente.

6. Incoraggiare enti, comuni, associazioni a farlo a loro nome. E' importantissimo.

Ormai sono diversi mesi che mandiamo osservazioni su vari testi di petrolieri, e la metodologia e' abbastanza collaudata. Questo si vede anche dalle pagine ministeriali dove finalmente compaiono indicazioni funzionali su come fare, e a chi scrivere che prima non c'erano.

Per chi volesse leggersi la VIA al completo e preparare i suoi testi di sana pianta, sono qui linkati e scaricabili.

Basta solo che ora facciamo sentire la nostra voce forte, compatta e numerosa.

Il Ministero e' obbligato a tenere conto di queste osservazioni, secondo vari trattati internazionali. Le osservazioni di possono usare poi per eventuali ricorsi al TAR come testimonianza ufficiale del nostro no. Facciamo sentire la nostra voce: e' un diritto sancito dalla comunta' europea tramite il trattato di Aarhus, recepito anche dall'Italia.

Come sempre, siccome il problema riguarda tutta l'Italia e' bello che siamo solidali gli uni con gli altri. Spero che i Siciliani vogliano fare lo stesso per gli altri...

Wednesday, February 1, 2012

Le nostre osservazioni: grazie a tutti, abbiamo affondato l'Audax



E' stata una giornata molto strana, per le solite cose all'italiana, di cattiveria, di incomprensioni, solo che questa volta c'erano di mezzo avvocati. Pero' in tutto questo marasma c'e' una bella notizia. Il Ministero ha reso noto il documento con il quale si boccia la concessione dell'Audax, la d364 CR AX.

Il testo completo e' qui, i nomi degli osservanti sono a pagina 3 e 4.

Qui invece i testi mandati e che ho messo nella lista comune.

Nel testo del Ministero compaiono tutti i mandatari di osservazioni. Sono grata a ciascuno di voi che ha partecipato, ai comuni e ai tecnici di Pantelleria che hanno mandato i loro testi, e soprattutto tutte le persone che vivono fuori dalla Sicilia e che magari come me non c'erano mai neanche stati sull'isola prima delle osservazioni.

Grazie.

Sono contenta che siamo riusciti a far valere i nostri diritti usando gli strumenti legali a nostra disposizione, e che l'abbiamo fatto da ogni parte d'Italia, dalla Lombardia all'Abruzzo, dalla Basilicata alla Francia. Dagli USA alla Spagna. Nessuno potra' mai dire che siamo Nimby. Grazie a tutti, anche al "comitato piu' piccolo del mondo".

Voglio anche ringraziare i tecnici del ministero che ci hanno ascoltato. Spero che possiamo continuare lungo questa strada per tutti gli altri pozzi a venire, e lavorando tutti assieme.

Un grazie specialissimo a Guido Pietroluongo, a Iolanda De Simone, a Donato Spoltore e a Giosue' Guidone che mi hanno aiutato nello smistamento di lettere, per questa e per altre concessioni, a Guido Picchetti, a Carmelo Nicoloso, a Mario Di Giovanna dalla Sicilia. La piu' grande gratitudine ad Assunta di Florio, Ilaria Giangrande e Fabrizia Arduini, sempre. Senza di loro sarei persa. Sicuramente ho dimenticato qualcuno, ma vi ringrazio tutti lo stesso.

Ci sono troppe sensazioni in me in questo momento per dirle ad un computer. Grazie, ho avuto un po' paura stamattina.

Friday, January 27, 2012

Chiodi: il governatore meno amato d'Italia



Secondo i sondaggi del Sole 24 Gianni Chiodi e' il governatore meno gradito di tutta Italia. In realta' gode di questo onore assieme al suo collega sardo Ugo Cappellacci, se proprio vogliamo essere precisi e se e' vero che mal comune e' mezzo gaudio.

Interessante che qualche settimana fa invece la stampa d'Abruzzo riportava che Chiodi spendera' 50 mila euro per curare la sua "comunicazione".

Ma.. comunicazione di che? Del vuoto del suo governo? E chi la paga questa "comunicazione"? Di chi sono quei soldi? Pubblici o privati?

Diceva Chiodi che vuole promuovere "le buone notizie" che vengono dalla regione e che la Facoltà di Scienze della Comunicazione creera' un “Progetto di comunicazione e informazione ai cittadini abruzzesi”.

Ma fa ridere, anche il titolo sa di indottrinamento e propaganda sovietica!

Ad ogni modo, peggio di ultimo e' difficile. Speriamo che il prossimo anno questo investimento gli valga almeno il peunultimo posto presso la classifica del Sole 24 ore!

Non so perche' nessuno ami questo Chiodi, ma posso dire perche' non piace a me: non ha coraggio.

Promette ma non fa. Non gliene importa niente. Parla ma non agisce. E anzi, adesso neanche piu' parla. Chiama gli esperti della comunicazione a parlare per lui!

Se vuole fare qualcosa di buono, invece si sprecare 50,000 euro a vanvera, puo' iniziare a fare cose concrete e coraggiose, anche piccole. E vedra' che tutti gli vorranno bene.

Un esempio? Nella foto in alto le sue vuote parole di qualche mese fa: Contrasterermo ogni forma di trivellazioni in Abruzzo.

Ah si? E come?

Non ha niente da dire sulle trivelle neanche a Teramo, la sua citta', non ha partecipato a nessun evento anti-petrolifero, non ha voluto ne informare la sua gente, ne informare se stesso. Non ha sprecato una parola che sia una in supporto della gente, della riserva del Borsacchio, dei movimenti anti petroliferi.

Dal punto di vista piu' formale, non ha mai mandato un documento che sia uno ai ministeri romani contro le trivelle: ne per Elsa della Petroceltic, ne per Ombrina Mare: sebbene l'avesse anche mezzo promesso. Infatti dagli atti risulta che "sebbene ripetutamente sollecitata la regione Abruzzo non ha mandato pareri". Ponzio Pilato ci faceva piu' bella figura.

Ne lui ne il suo braccio destro Antonio Sorgi, riescono a prendere decisioni sul lago di Bomba, nonstante tutto l'Abruzzo si sia espresso contro questa raffineria sotto una diga a rischio a Vajont. Cosa aspettano? No, non ce ne andiamo mica caro Chiodi.

Gianni Chiodi non sa rapprensentare i nostri diritti a Roma. Non lo sa fare, non gli interessa, e' troppo molle, ha troppa paura.

La cigliegina sulla torta e' la legge regionale "anti trivelle", che serve solo come fumo negli occhi: dico gas invece che petrolio, cosi' posso fare lo stesso quello che voglio. E infatti si vede, le concessioni fioccano nonostante il suo "contrasto" e le sue leggi.

Visto come lo fanno in Veneto? Interdendo trivellazioni petrolifere e di gas.

"Contrasteremo ogni forma di trivellazione": si, intanto la Medoilgas si porta avanti e chiede di trivellare in un parco regionale fra i vigneti, vicino alla riva e a due passi da casa sua.

Vogliamo parlare dei numeri tirati fuori dal cappello in quella stessa intervista, del 51% di energia rinnovabile entro il 2015? La promessa era del 2010. Siamo al 2012, a un terzo di tempo dall'obiettivo. Che piano abbiamo per raggiungerlo? A che quota siamo adesso?
Ma lo sa anche lui che erano solo parole vuote.

Evviva Gianni Chiodi, evviva Antonio Sorgi. Ma non andranno lontani, e lo sanno anche loro. Alal fine sono 2 contro migliaia. Dobbiamo solo portare pazienza e continuare a rompere le scatole.

Tuesday, January 24, 2012

Altre ispezioni sismiche: Sicilia, Marche











In questi giorni si e' parlato molto della manifestazioni a Monopoli: e' stato bello leggere di 10,000 persone scese in piazza a protestare le trivelle nei mari italiani. E' stato anche bello leggere della vittoria in Sicilia per lo stop alle trivelle Audax nei mari del Canale di Sicilia, a nord di Pantelleria - la famosa d364 su cui facemmo osservazioni anche da questo blog.

La stampa ha ripetuto che era la prima volta che il Ministero fermava le trivelle a causa di pericoli ambientali, ma in realta' e' stato cosi' gia' prima della Audax, con Ombrina Mare, a Rocca San Giovanni, che gli uffici VIA della Prestigiacomo bocciarono per gli stessi timori ambientali con grande sollievo per la gente d'Abruzzo.

Innanzitutto un enorme grazie a tutti quelli che hanno scritto testi pur non essendo Siciliani, e' bello che ciascuno sia solidale con l'altro, visto che ci siamo dentri tutti assieme a questa storia.

Pericolo scampato allora? Mica tanto!

Infatti mentre qui si discute su liberalizzazioni o meno, e' la famosa Northern Petroleum a portarsi avanti questa volta con due concessioni: la d29 GR NP e la d30 GR NP, nelle acque del canale di Sicilia. Sono apparsi avvisi sul Quotidiano di Sicilia e sulla Repubblica degli inizi di Dicembre per richieste per "la prima fase" del programma di lavoro in aree di 150 e 330 chilometri quadrati, rispettivamente, a circa 19 chilometri dalla riva nei pressi di Porto Empedocle, Sciacca e Agrigento.

Sono a 10 miglia, e dicono con un po' di bravado che la loro area cade fuori da aree marine protette, a riprova del fatto che questa legge Prestigiacomo e' del tutto insufficente - altro che eliminarla!

Dicono che vogliono fare "solo" ispezioni sismiche, che il tutto durera' per una settimana, che vogliono acquisire nel complesso 350 km di linee sismiche e che tutto avra' conseguenze trascurabili sull'ambiente.

Si, e se non che questo e' solo l'inizio dell'iter trivellante che porta dritti dritti al buco!

Purtroppo sono via e non ho tempo materiale per fare niente di piu' che dirlo a tutti e conservare i file per chi volesse fare le osservazioni. Scade il 5 Febbraio. E' tutto nei link di cui sopra.

Il ministero tira tutto via il giorno in cui scade il limite per le osservazioni, per cui ho scaricato tutti i testi.

E' un lavoro ingrato fare osservazioni, e lo e' ancora di piu' supplicare la gente a mandarle - lo so - ma e' l'unico strumento legale che ha la gente normale per fare sentire la sua voce, oltre ovviamente la pressione sui politici e il martellamento continuo.

Stessa storia per la regione Marche: rilievi sismici per 500km davanti alla costa di Porto Sant'Elpidio, con effetti "trascurabili" anche se stanno a 27 km da una riserva naturale detta di Litorale di Porto D'Ascoli. Anche qui, sono appena al di fuori del limite delle 12 miglia, e quindi tuttapposto. La Apennine Energy e' una ditta semiscononosciuta dal capitale sociale microscopico che gia voleva trivellare nel mare Ionio di Basilciata.

Infine, l'ENI con la concessione "Bonaccia", che gia; esiste e che ora vogliono ampliare. La concessione ha gia' circa otto perforazioni attive di gas, e il tutto e' collegato alla raffineria di Falconara. Della serie: il buco ha sempre bisogno di infrastruttura a terra!

Saturday, January 21, 2012

Il giorno dopo


Sono tornata a casa, e non ho fatto a tempo a partire e ad arrivare che gia' si parlava di liberalizzazioni delle trivelle, di ritiro annunciato - ma forse che c'e' il barbatrucco - oltre che della manifestazione di oggi Sabato 21 Gennaio a Monopoli, di altri scoppi di petrolio ENI, del petrolio al largo della Costa Concordia, dell'oleodotto Keystone per ora bocciato da Obama, e del diniego del pozzo della Audax al largo di Pantelleria.

Avrei tante cose da raccontare, tante impressioni, incontri: dibattere con un nuovo ENI-man a Muro Leccese - sweet revenge - incontrare le mamme di Viggiano, ricevere i premi a Pescara e a Palermo, ma non c'e' tempo per tutto. Occorrerebbe un post per ciascuna di queste cose.

L'audizione al Senato: e' andata bene.

Inizia tutto puntuale alle 2 del pomeriggio - ero un po' preoccupata ed avevo speso moltissimo tempo prima per condensare tutto nei pochi minuti che avevo, perche' volevo essere rispettosa del tempo altrui. Ma poi, una volta iniziato, la paura e' passata ed e' andata come sempre.

Con me c'era il mio amico Hermes Pittelli, giornalista e scrittore di Roma, che sono sicura sapra' fare un resoconto piu' obiettivo e distaccato.

Ai senatori in aula gli ho fatto vedere le mappe di tutte le regioni in dettaglio - Venezia, l'Abruzzo, la Sicilia, le isole Tremiti, il Salento, la Basilicata - ed ho evitato di parlare di royalties per non passare il messaggio che aumentando un po gli spiccioli che ci danno, si puo' fare tutto.

Il mio discorso e' durato circa 25 minuti ed e' stato piu' o meno una versione ridotta di quello che dico sempre. Alla fine ho detto loro che secondo me - ma anche secondo il buonsenso! - sarebbe opportuno sveltire l'istituzione dell'area marina protetta a Pantelleria e del Parco della Costa Teatina per l'Abruzzo, per dare cuscinetti in piu', ma che meglio sarebbe interdire tutti i mari nazionali alle trivelle.

E poi gli ho detto che siccome l'Italia e' il paese piu' ricco e piu' avanzato di quelli che si affacciano sull'Adriatico sarebbe opportuno che fosse il nostro paese a farsi promotore di una azione congiunta per chiudere Adriatico, e per quanto possibile il Mediterraneo, alle trivellazioni.

Infine gli ho fatto vedere un po di slide sulla Basilicata, come esempio di societa' ed ambiente post-trivelle, dicendo loro che non e' giusto chiedere ancora il raddoppio della produzione e con essa il raddoppio dell'inquinamento, malattie ed emigrazione.

I senatori sono rimasti molto sorpresi da un paio di cose: il limite made in the USA delle 100 miglia, l'annuncio delle ditte petrolifere sulla stampa di California che le operazioni petrolifere fanno venire il cancro, e soprattutto sulla mappa della Florida chiusa alle trivelle.

Mi hanno chiesto se e' vietato trivellare laggiu' perche' il petrolio non c'e'. Gli ho detto invece che secondo le stime in quei mari c'e' molto piu' petrolio che in tutte le riserve d'Italia messe insieme: dopo tutto sono attaccati al Golfo del Messico, dove ci sono 3000 trivelle attive.

I trivellanti ci provano spesso a bucare l'area, ma ogni volta opinione pubblica e politici dicono "no grazie, inquina troppo - anche a regime e senza scoppi - e preferiamo tenerci il mare pulito".

E quindi gli ho detto che il limite italiano, delle 5 miglia che diventano 12 in caso di riserve, e' un passo in avanti, rispetto al vuoto legislativo pre 2010, ma che dovrebbe essere ampliato. Della serie: ci piace copiare tutto dagli Americani, fuori che le cose saggie e la protezione ambientale.

Gli ho anche detto che sarebbe opportuno una moratoria in Basilicata, dove ENI e Total hanno distrutto ogni cosa che hanno toccato.

Mentre ero li ha telefonato Assomineraria che volevano una audizione pure loro!

Mi veniva un po da ridere. Guarda tu se Assomineraria deve essere gelosa di me!

Dalle bacheche del Senato si vedeva che la senatrice Simona Vicari, pro-trivelle, aveva promosso una discussione per regolamentare le royalties, di li a poco della mia audizione. Non so cosa sia successo. Nel programma royalties c'era anche l'intervento della senatrice ricopiona, Adriana Poli Bortone, assente invece dal mio intervento.

Si vede che vado bene per essere ricopiata, non per essere ascoltata!

In complesso, sono stati tutti molto gentili con me, attenti e genuinamente interessati, specie il Senatore D'Ali che ha organizzato il tutto e anche il Senatore Tommaselli della Puglia con cui ho coversato a lungo dopo l'intervento.

Dall'Abruzzo, nessuno.

Alcuni mi chiedono se questa audizione e' servita al ritiro del decreto liberalizzazione delle trivelle. Ovviamente non lo so cosa sia successo dopo che sono andata via, e non posso dire con certezza che ruolo io abbia avuto. Certo e' che non potevo capitare in Senato in data migliore, visto che il decreto era in discussione proprio in quei giorni. Da diverse fonti mi dicono che le cose che ho detto siano state abbastanza utile e che il Senatore D'Ali' e' stato poi molto combattivo:

"ti dico con molto piacere che ritengo personalmente che il tuo intervento in Senato sia
stato determinante per quanto poi avvenuto, vale a dire la cancellazione proprio ieri nella riunione del Consiglio dei Ministri dal decreto sulle "liberalizzazioni" delle norme "libera-trivelle" che erano state inserite nella bozza in discussione. Ti dico ciò in quanto proprio XXX mi aveva ieri mattina telefonato per dirmi che, dopo gli allarmi creati dalle anticipazioni di stampa su dette norme, aveva contattato il sen. D'Alì in proposito, che l'aveva tranquillizzata dicendo che si sarebbe opposto ad esse in ogni modo... E, il consiglio dei Ministri, dopo ben otto ore di discussioni (su questo e su altri punti, naturalmente...),ieri sera alla fine le ha cancellate.

So anche che l'email di Corrado Clini e' stato bombardato da varie persone d'Abruzzo che gli hanno scritto contro questa liberalizzazione - in primis Assunta e Pasquale, e ovviamente avranno saputo della manifestazione di Monopoli.

Per cui credo che tutto insieme - il mio intervento, la rabbia della gente, la protesta pugliese - abbiano contribuito a questo apparente pericolo scampato.

Dico pericolo scampato perche' sono arrivati altri testi sul senatore Angelo Bonelli dei Verdi che dice che in realta' non e' vero che la liberalizzazione sia saltata, ma in sincerita' sono troppo stanca per indagare meglio...

Sensazioni personali?

1. Al Senato si trattano bene - e' tutto splendido. Sarebbe bello che anche le scuole italiane fossero cosi' curate!

2. Un pizzico di tristezza nel pensare che quei galantuomini che governano l'Abruzzo non abbiano potuto fare niente di niente per la nostra regione e che tutto questo sia partito dalla Sicilia e non dai senatori d'Abruzzo ai quali continuo a sciorinare tutte queste cose da anni. In Puglia hanno fatto le manifestazioni con Vendola e con il capo dell'opposizione assieme, in Abruzzo Chiodi e Sorgi giocano invece a nascondino.

3. C'e' molto molto da fare ancora...

Domani parto per lavoro per Calgary, la capitale delle Tar Sands... vediamo!

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Note:

Qui un ANSA sull'incontro scritto da Simone Bagnacani

Petrolio: D'Orsogna, moratoria su estrazioni italiane
PORTANO INQUINAMENTO, SUBSIDENZA E RISCHIO SISMICO
(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Una moratoria per ogni tipo di trivellazione, onshore e offshore. E' questa la proposta che Maria Rita D'Orsogna, professoressa di matematica alla California State University in prima linea sulle questioni ambientali, ha portato in un'audizione sulla ricerca di idrocarburi davanti alle Commissioni industria e ambiente del Senato.

''Le perforazioni - ha spiegato ai senatori - implicano un grande uso di sostanze tossiche che
vengono spesso smaltite in modo illegale e finiscono in mare o nelle falde acquifere. Un paese che ha investito sul paesaggio e sui prodotti alimentari tipici non puo' diventare un distretto minerario. Bisogna inoltre considerare che siamo un territorio sismico e ogni intervento nel sottosuolo puo' portare a squilibri potenzialmente negativi''.

''Un esempio esplicativo - ha aggiunto D'Orsogna - e' quello della Basilicata che dopo 20 di
estrazioni e' ancora, secondo i dati Istat, la regione piu' povera d'Italia ma in compenso ha
grandi problemi ambientali'' La professoressa ha poi sollevato il problema della subsidenza, quando lo svuotamento dei giacimenti porta a cedimenti del suolo: ''Estrarre nell'Adriatico settentrionale porta seri rischi di sprofondamento del terreno, per il ruolo che ha l'Italia dovrebbe cercare un accordo anche con i paesi dell'altra sponda perche' un incidente avrebbe conseguenze pesanti da entrambe le parti''.

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Da Maria Luisa D'ippolito dal FAI di Foggia sulle leggi:

Legge vecchia: DLgs 152 /2006 art.6 comma 17. I periodo

Ai fini di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, all'interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonchè di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9.

Legge nuova: Decreto liberalizzazioni- Sole 24

art.17 Ai fini della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, da svolgersi all'interno delle, acque delimitate dal perimetro delle aree protette individuate con decreto del ministero del l'Ambiente e della tutela del territorio e del Mare da emanarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. L'elenco vieno aggiornato con cadenza annuale; nel caso di istituzione di nuova area protetta restano efficaci i titoli abilitativi già rilasciati.

Monday, January 16, 2012

Audizione presso la Commissione Ambiente e Industria del Senato



... mi tremano gia' le gambe - 18 Gennaio ore 14:00 pm.

Non so ovviamente come sara' questa audizione, e non so cosa aspettarmi, ma cerchero' di fare il meglio che posso. Sento molto la responsabilita' di parlare un po' a nome di tutti quelli con cui abbiamo lavorato negli ultimi anni, da Pantelleria a Chioggia, dal Curone al Salento, dall'Abruzzo alla Basilicata.

Grazie di cuore ai senatori D'Ali e Cursi per questa opportunita' e speriamo di fare del nostro meglio.